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Attentati in Sri Lanka, forti tensioni e grande paura sull’isola. «Ci sarà un nuovo coprifuoco dalle ore 20 alle 4 e riguarderà tutto il paese». Così ha dichiarato Giusi Bortone, una turista salernitana in vacanza con il fidanzato in Sri Lanka.

I due, da Colombo,
si sono spostati
precauzionalmente
nella città di Dambulla

«Ancora non sappiamo se proseguire il viaggio o ritornare in Italia. Stiamo aspettando di comprendere l’evoluzione della situazione anche perché al momento non abbiamo ricevuto indicazioni in proposito». La longa manus del terrorismo islamico si affaccia dietro la Pasqua di sangue in Sri Lanka. A organizzare la serie di attentati che ieri ha provocato, secondo l’ultimo bilancio 290 morti, di cui 32 stranieri, per lo più tra gli appartenenti alla comunità cristiana, sarebbero stati infatti i miliziani del National Thowheeth Jama’ath, che fino ad adesso si era limitato a gesti sì eclatanti ma non certo di tale portata.

Lo spettro dell’Isis
dietro la serie di attentati

E’ per questo che gli inquirenti propendono per l’ipotesi che questo tragico “salto di qualità” sia dovuto all’appoggio di una più strutturata organizzazione terroristica internazionale, tanto che gli esperti Usa negli ultimi minuti non hanno esitato a evocare l’Isis, anche se resta da vedere se gli uomini dell’ex califfato abbiano avuto una parte diretta nell’accaduto o si siano limitati a “ispirare” la strage. A dimostrare la presenza di una regia di alto livello anche le modalità dell’attacco, con un sofisticato coordinamento che secondo gli investigatori ricorda in parte l’ondata di attentati a Mumbai nel 2008, firmata dagli islamisti pachistani di Lashkar-e-Taiba. La serie di esplosioni di ieri ha anche causato il ferimento di 500 persone, tra cui 30 stranieri.

Al momento, segnala la Farnesina, non si registra il coinvolgimento di nostri connazionali, mentre tra le vittime risulterebbero almeno quattro cittadini americani. Un’esplosione si è verificata anche oggi nei pressi di una chiesa a Colombo, allorché gli artificieri hanno tentato di disinnescare un ordigno. Nella deflagrazione è rimasto ferito da una scheggia, per fortuna in maniera non grave, anche un giornalista di Repubblica, Raimondo Bultrini. Nella giornata di ieri l’inferno si è scatenato con una serie di sei esplosioni simultanee, più altre due, avvenute tre ore dopo a partire dalle 9 mattina (le 6 in Italia). I primi sei attacchi sono avvenuti in tre hotel di lusso di Colombo e tre chiese, la settima esplosione in un edificio di Dehiwala, in uno dei sobborghi a sud della capitale, dove un attentatore si è fatto esplodere e sono rimasti uccisi tre poliziotti che erano entrati per fare una perquisizione. L’ottava, che ha provocato la morte del solo attentatore, è avvenuta ancora in un quartiere di Colombo, Orugodawatta. A entrare in azione almeno sette kamikaze.

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