Paolo Tedesco
Paolo Tedesco

L’imprenditore Paolo Tedesco a Stylo24: Capri è un brand internazionale, ma bisogna migliorare i servizi sulla terraferma per chi arriva sull’isola

di Mauro Della Corte

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«La speranza è che i turisti stranieri inizieranno ad arrivare per metà luglio. Fino ad allora, ci godiamo un’isola di Capri insolitamente poco frequentata e ancor più bella». Paolo Tedesco è un giovane imprenditore napoletano che, col fratello Giovanni, ha deciso di investire nel settore nautico con la società «Gianni’s boat» che offre escursioni in barche private a Capri e in tutto il golfo partenopeo.

«Stiamo aspettando i flussi dall’estero», spiega Paolo Tedesco a Stylo24.it, «quelli che portano lavoro fino a ottobre e oltre». «Ad oggi, ci sono singoli gruppi di stranieri e molti turisti italiani e campani che, complici anche le restrizioni dovute alla pandemia, scelgono di visitare e conoscere meglio quei territori vicini a casa».

Capri è Covid free da qualche settimana. Arriverà poi la green card. Basterà?

«La green card è certamente una novità interessante dopo un anno difficile non solo per il mondo turistico ma per tutto il Paese. Mi chiedo però che cosa potranno fare quelli che non la posseggono? C’è una evidente disparità di trattamento. Credo che sarebbe importante trovare un punto di equilibrio tra la tutela della salute pubblica, ci mancherebbe, e quella libertà di movimento – in sicurezza – che è alla base del turismo».

C’è qualcosa che a Capri manca per poter intercettare il rilancio turistico che, in altre zone d’Europa, sembra già avviato?

«Partiamo da un presupposto: Capri è sempre Capri. Parliamo di un’isola tra le più conosciute. Un brand internazionale che ha già tutto per conquistare la leadership nel circuito turistico europeo e mondiale. Non è un problema di promozione, questo è sicuro. La settimana scorsa, per dire, è stata filmata una nuova pubblicità per Dolce&Gabbana che porterà i Faraglioni di nuovo in giro per il mondo. Bisognerebbe piuttosto concentrarsi su ciò che ruota attorno a Capri e migliorare, magari, i trasporti e i servizi dalla terraferma a favore dei turisti che scelgono l’isola. Le cose da fare sono tante, c’è solo bisogno della volontà di farle».

Il settore del diportismo in che cosa potrebbe invece migliorare?

«Non posso certo dire che il buonsenso sia particolarmente presente nel diportismo. Talvolta mancano le conoscenze di base delle norme, che dovrebbero regolare il comparto, e manca purtroppo anche una certa coesione tra gli operatori nautici e i diportisti. Riuscire a trovare una intesa, un comun denominatore tra le esigenze di tutti, e i doveri di tutti, sarebbe già una importante conquista».

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