Manifestanti anti lockdown a Santa Lucia

Il racconto in aula del vicequestore Vincenzo Ciondolo, teste d’accusa per la vicenda degli scontri a Santa Lucia

E’ il racconto di un attacco premeditato contro le forze dell’ordine, quello che ha reso in aula, il vicequestore Vincenzo Ciondolo, della Digos, teste di accusa dinanzi ai giudici della IV Sezione penale del Tribunale di Napoli. Accusa nei confronti dei partecipanti alla sommossa registrata in Via Santa Lucia, venerdì 22 ottobre scorso. La rivolta è scattata contro il paventato lockdown di De Luca. Il corteo pacifico di operatori dello spettacolo e commercianti, a un certo punto – racconta il vicequestore – si è sciolto, perché sono intervenuti circa 150 scooter, ed è iniziata la guerriglia. Contro le forze dell’ordine sono stati lanciati sassi e petardi. Gli scontri sono culminati in danni ancora da quantificare (ma ingenti), in decine di persone identificate, e nell’arresto di due manifestanti. Il rendiconto su quanto reso in aula dal vicequestore Ciondolo, è stato riportato dal quotidiano Il Mattino.