Mario Estate ha tempo fino al 31 ottobre per risolvere il suo debito con Palazzo San Giacomo.

Mario Estate ha 66 anni e dall’età di 25, a causa di un grave incidente, vive in condizioni di disabilità. Il 26 settembre scorso, dagli uffici di via Salvatore Tommasi è partita una lettera indirizzata a lui nella quale il Comune di Napoli gli chiede i soldi per la compartecipazione al servizio di assistenza domiciliare. Pratica normale che alla persona disabile o alla sua famiglia venga chiesto di contribuire al servizio erogato, come previsto da regolamento.

La vicenda, però, come racconta un articolo del ‘Corriere del Mezzogiorno’, a firma del collega Walter Medolla, diventa più particolare leggendo il testo e notando come l’uomo abbia pagato per i servizi erogati da un minimo di 4,47 euro l’ora fino a un massimo di 10,42 euro. La colpa, spiega lo stesso Estate, “è della mia impossibilità di fornire, per un periodo, il modello Isee che avrebbe dovuto determinare la fascia contributiva. Quindi, hanno deciso di inserirmi in quella più alta”. Insomma, quel debito nei confronti di Palazzo San Giacomo ammonta a 2.300 euro, soldi accumulati dal giugno del 2015 a oggi. Una cifra che Mario Estate non intende più pagare.

“In parte ho coperto quel debito – prosegue –, ma ora non posso più, facciano quello che vogliono. Vengano pure a casa, se riesco vado anche ad aprirgli la porta. Sono stanco, molto stanco di tutte le inefficienze di questa Amministrazione”. In caso di mancato pagamento, è specificato alla fine della lettera, si potrebbe arrivare anche a una procedura di pignoramento. Il tutto per un servizio ricevuto per 3 ore la settimana da un operatore inviato dal Comune, per aiutare Estate nelle pratiche essenziali, quale alzarsi dal letto, radersi, andare in bagno. “I restanti giorni mi sono dovuto arrangiare, chiedendo a persone estranee, oppure ingaggiando qualcuno a nero per aiutarmi nei bisogni di tutti i giorni. Io sono completamente paralizzato, non cammino, non muovo le braccia, sono dipendente da altri per le esigenze di tutti i giorni. Con la pensione che percepisco non riesco ad assumere un collaboratore e inquadrarlo, mi dica lei come posso fare. Io non percepisco assegno di cura o altri contributi, non ho partecipato a bandi o avvisi regionali o comunali. Ho solo la mia pensione”.

La normativa nazionale è rispettata?

Per pagare il suo debito, Mario Estate ha tempo fino al 31 ottobre. “L’assistenza domiciliare è in compartecipazione — spiega Daniele Romano della Fish — bisogna capire se il regolamento del Comune di Napoli rispetta la normativa nazionale. Le tariffe applicate per il contributo delle persone è veramente alto, si parla addirittura di 10 euro, sembra uno scherzo ma non è così; è un costo orario troppo alto. Il disabile deve compartecipare alla spesa, ma non con tariffe così importanti. Il caso di Estate è emblematico di come Palazzo San Giacomo gestisce le politiche sulla disabilità. E’ come se il Comune volesse fare cassa sulle inadempienze delle persone disabili”.

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