L'ex assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele

Le domande che non si è mai fatto

di Giancarlo Tommasone

Una persona perbene, incline alla cultura, un uomo dallo spessore politico riconosciuto da tutti, perfino dagli avversari. E’ Nino Daniele, ex assessore del Comune di Napoli, sostituito da Eleonora De Majo (espressione del centro sociale Insurgencia) nell’ambito del decimo rimpasto dell’amministrazione arancione. Ma, c’è da chiedersi come facesse una personalità del genere a non sentirsi a disagio nella Giunta guidata da Luigi de Magistris, come non si trovasse in difficoltà a causa dei progetti sbandierati dal sindaco. In effetti Daniele mai ha speso una parola critica riguardo a iniziative come quella della flotta salva-migranti, rivelatasi solo l’ennesima bugia della fascia tricolore.

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E’ stato in silenzio mentre si consumava il piano di dare spazio e voce (forte) ai centri sociali, che, va sottolineato, tutto sono tranne che luoghi di cultura. Stessa linea sposata dall’ex assessore anche rispetto all’occupazione degli edifici pubblici. Ci si chiede ancora, come Daniele abbia potuto non intervenire sullo stato pietoso dei trasporti e della manutenzione stradale. Napoli, sostiene il sindaco (e noi non lo crediamo), è la città con la migliore offerta culturale al mondo, e Daniele, col suo silenzio, ha avallato la tesi che il capoluogo partenopeo venisse su questo piano, prima di Londra, New York, Roma, Parigi, Amsterdam, Berlino, Mosca.

Il sindaco de Magistris e l’assessore De Majo

Tutto ciò a fronte di servizi inesistenti per i turisti. E’ mai possibile che l’ex assessore non si sia mai fatto una domanda sulle difficoltà dei turisti che scelgono di venire a Napoli? Ad esempio: come fa il visitatore che arriva in aeroporto, a Capodichino, a raggiungere il centro città, magari per recarsi a una mostra? Per non parlare poi del museo di Capodimonte, tagliato fuori dai collegamenti con la city. E poi, giusto per citarne un altro, famosissimo in tutto il mondo, il Mann (Museo archeologico nazionale di Napoli), nei cui pressi è impossibile parcheggiare. A ciò va aggiunto che per i visitatori mancano altri servizi essenziali, necessari a un luogo che vorrebbe candidarsi ad occupare il minimo spazio nel panorama turistico mondiale.

A Napoli, servizi zero per i turisti

Inesistenti i bagni pubblici, il turista che si trova a camminare per le strade del centro storico (che trasudano storia e cultura), nel momento in cui ha esigenze fisiologiche da espletare non può fare altro che trattenersi oppure entrare in un bar, consumare, ed espletarle. Quello che colpisce è che Daniele, in tutti questi anni, abbia avuto una visione distratta, se non vogliamo definirla «complice», a causa del suo silenzio, rispetto alla realtà napoletana, e allo stato della cultura e del turismo nella nostra città. Come Daniele, nessun altro di quelli che adesso lo sostengono e che si dicono scandalizzati per la sua estromissione, si è interrogato rispetto al quadro che abbiamo appena descritto. A questo punto va ridimensionata anche l’azione del fior fiore degli intellettuali napoletani sfociata nel flash mob che si è tenuto nella giornata di ieri. Manifestazione che va ritenuta, solo come l’ennesima espressione radical chic di un certo universo della cultura partenopea, o sedicente tale.