Enrico Panini, vicesindaco del Comune di Napoli

di Giancarlo Tommasone

Nelle prossime ore potrebbe chiudere i battenti un’altra casa famiglia, seguendo il destino delle due cooperative della provincia partenopea che hanno dovuto dichiarare il default perché esposte a una situazione debitoria (circa 450mila euro in totale) che non ha lasciato loro scampo. Ineluttabile terminale di una reazione a catena che parte dal pagamento mancato alle strutture; pagamento che doveva effettuare il Comune di Napoli e che invece, non ha fatto.

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Sono quasi due anni e mezzo, infatti che Palazzo San Giacomo non versa il dovuto per la retta degli ospiti delle case famiglia, l’ultima tranche erogata risale al mese di gennaio del 2016.

Le cooperative a rischio (tra Napoli e provincia) ammontano a un centinaio, gli ospiti, minorenni con seri problemi di vissuto alle spalle, sono circa mille. A ciò si aggiunga che gli operatori che si potrebbero ritrovare senza lavoro da un momento all’altro si attestano sulle seicento unità. Stylo24 ha chiesto conto ad Enrico Panini, assessore al Bilancio del Comune di Napoli, del mancato pagamento alle case famiglia.

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris

«Il problema è innescato dal blocco della cassa che è stato imposto al Comune – dichiara Panini – E i mancati versamenti riguardano anche tutte le altre cooperative (che forniscono diversi servizi, ndr), non solo le case famiglia. Certamente, per quanto riguarda la situazione vissuta dalle strutture che accolgono minori dai trascorsi da emergenza sociale, sia ben chiaro, siamo addolorati. Ci rendiamo conto di cosa significhi per quei ragazzi non poter continuare a contare sul supporto degli operatori».

Enrico Panini, assessore al Bilancio del Comune di Napoli e segretario nazionale di deMa

Come l’assessore al Welfare, Roberta Gaeta, e il presidente della Commissione del Welfare, Maria Caniglia, anche il delegato al Bilancio, non riesce a immaginare un periodo – sia esso anche orientativo – in cui potrebbe avvenire il pagamento delle rette.

L’assessore comunale al Welfare, Roberta Gaeta

«Al momento non è possibile ipotizzare una data, il Governo centrale è stato formato appena qualche giorno fa. Abbiamo già previsto di interfacciarci con Roma e ci siamo già impegnati, per riuscire a superare l’impasse e addivenire a una soluzione», afferma ancora Panini. Palazzo San Giacomo, da quanto conferma l’assessore al Bilancio, sarebbe finanche impossibilitato, sempre per il problema del blocco della cassa, a versare alle case famiglia il contributo del Viminale per i minori stranieri non accompagnati.

Si tratta di 45 euro al giorno, che rappresenta un po’ di «ossigeno» per le strutture, nella maggiore parte dei casi una vera e propria ancora di salvezza.

Nel frattempo le cooperative si trovano a combattere una «guerra», il cui esito è scontato. C’è anche da considerare il particolare di non poca importanza, che una volta chiuse le case famiglia – per l’impossibilità di coprire le spese – i responsabili rischiano personalmente anche davanti alla legge.

Maria Caniglia e il sindaco Luigi de Magistris
Maria Caniglia e il sindaco Luigi de Magistris

Bisogna infatti seguire in maniera precisa e corretta un iter burocratico non proprio di semplice percorrenza, che a parte avere dei costi, li potrebbe esporre a essere denunciati addirittura per abbandono di minori.

Le puntate dell’inchiesta sulle case famiglia:
Il Comune non paga le case famiglia: 1.000 minori rischiano di finire in strada
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