mercoledì, Novembre 30, 2022
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Quell’assegno scoperto da Falcone: i legami tra Cosa nostra e il clan Nuvoletta

di aemme

Michele Greco il “Papa” di Cosa nostra aveva utilizzato un assegno che poi sarebbe diventato “celebre” per acquistare un terreno in Sicilia. “Era stato tratto sulla banca Fabbrocini di Terzigno da parte di un imprenditore napoletano. Già allora Giovanni Falcone applicava il metodo di seguire i soldi della mafia. Così decise di andare a fondo. Contattò la Procura di Napoli e chiese se il nome ci diceva qualcosa. Eccome se lo conoscevamo, stavamo indagando su di lui perché lo consideravano un imprenditore di riferimento del clan Nuvoletta. Quell’assegno ci spalancò un mondo”.

L’assegno scoperto da Falcone: le parole di Franco Roberti

Sono le dichiarazioni di Franco Roberti, l’europarlamentare del Pd che nella primavera del 1984 agiva in qualità di pm. Così come si apprende dall’edizione odierna di Repubblica in un articolo a firma del collega Dario Del Porto, trent’anni dopo la strage di Capaci l’eredità di Giovanni Falcone – ma, più in generale anche il metodo investigativo – rappresenta ancora un punto di riferimento per le procure che indagano sulle mafie. “L’assegno arrivato a Michele Greco – precisa Roberti – costituì una svolta epocale. Era una prova fondamentale che dimostrava i rapporti tra Cosa nostra e il clan Nuvoletta, un clan che all’epoca non conoscevamo ancora”. Paolo Mancuso, attualmente assessore al Comune di Napoli e per anni magistrato anticamorra, ha aggiunto: “Una volta andai da lui a Palermo. Spulciava i conti correnti e le transazioni finanziarie dei mafiosi. Erano gli albori delle indagini patrimoniali che lui seguiva personalmente”.

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