martedì, Gennaio 18, 2022
HomeNotizie di PoliticaAspettiamo una conferenza stampa di De Luca

Aspettiamo una conferenza stampa di De Luca

Da due anni fa solo monologhi ma accusa gli altri di non esser democratici

di Mauro Della Corte

«Fate come dico io, non  come faccio io». Con queste poche parole si potrebbe riassumere l’operato del governatore della Campania Vincenzo De Luca. Sì, perché l’inquilino di Palazzo Santa Lucia da due anni lancia i suoi sermoni dalla pagina ufficiale Facebook della Regione Campania e dalla sua personale nel corso di una diretta. Sermoni senza nessun contraddittorio dove può lanciare anatemi contro tutti, raccontare la sua verità. Nessun giornalista che possa porre qualche domanda a lui scomoda. Eppure in questi giorni ha più volte ripetuto il suo attacco al premier Draghi che durante la conferenza stampa di lunedì sera sul nuovo decreto covid ha precisato che non avrebbe parlato della questione Quirinale.

Una scelta, quella di Draghi, opinabile perché ha proibito un tema ai giornalisti che comunque, pure se l’argomento era un altro, visto il momento poteva anche starci. Non ha proibito di fare domande scomode. Ha solo chiarito che il Quirinale non sarebbe stato il tema del dibattito. Infatti nessun giornalista ha protestato. De Luca, invece, ha tagliato la testa al toro e i giornalisti non li ha mai invitai. Meglio l’atteggiamento di De Luca o Draghi? A noi sembra ovvio quale scegliere. Aspettiamo l’invito a una conferenza stampa del presidente della Regione.

Le scuole fatiscenti dipendono dagli Enti locali

Ci preme però fare anche un’altra considerazione. Lo «sceriffo» di Salerno ha accusato il ministro Bianchi e il premier di non rispettare i bambini perché sono costretti a stare quattro ore in aula, al freddo, con le finestre aperte. «Draghi – ha spiegato – ci ha detto che in Europa le scuole non sono state chiuse e che in Europa le lezioni con finestre aperte al freddo sarebbe stato uno scandalo intollerabile, invito a trovare una scuola della Germania o della Svezia dove questo accade». Forse De Luca dimentica che la maggior parte delle scuole appartengono alla città metropolitana e alle province?

Perché, allora, non parla con Manfredi e i presidenti di provincia e studia un piano per migliorare gli edifici scolastici che, soprattutto in provincia di Napoli, in moltissimi casi sono fatiscenti? Si sono verificati anche dei crolli e per poco non si è verificata la tragedia. Eppure Draghi è senza cuore. Che dovrebbe fare, andare lui a chiudere le finestre? Non spetta certo al Governo riparare le scuole danneggiate. Perché non segue l’esempio del presidente Acquaroli che nelle Marche ha dotato gli istituti scolastici di ventilazione meccanica controllata in modo da poter tenere le finestre chiuse e assicurare comunque un ricambio d’aria? Facile parlare e accusare gli altri. Un’altra cosa è lavorare.

Leggi anche...

- Advertisement -