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“In relazione ai ricorsi presentati presso questo difensore civico effettivamente non risulta concluso il procedimento per l’accreditamento definitivo delle strutture diabetologiche dell’Asl Napoli 2 nord” inizia cosi’ la lettera con la quale il Difensore civico presso la Regione Campania, Garante del diritto alla salute, stigmatizza la scelta del direttore della Asl, Antonio D’Amore, di procedere contro Pierpaolo Polizzi che e’ il presidente di Aspat Campania. Fra i due vi era stato uno scambio di battute e documentazione in relazione alla vicenda della diabetologia e dei relativi accreditamenti. L’Asl nella ‘delibera di denuncia’ aveva, fra l’altro, chiesto un risarcimento “proporzionato alla condizione sociale del direttore generale, alla collocazione professionale, al suo inserimento nel contesto sociale del jet-set internazionale” e la prossima settimana si avvia la fase dibattimentale presso il Tribunale di Napoli Nord, Aversa.

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“Circa la delibera riguardante l’azione civile nei Vostri confronti – ha detto il Garante nella missiva inviata ad Aspat – l’azione di critica con toni polemici aspri rientra nella liberta’ di ogni singolo e di ogni Associazione, nella fattispecie la vicenda ha rilevante interesse pubblico e cio’ ancora piu’ giustifica ogni possibile e rigorosa presa di posizione. Non mi risulta che altre amministrazioni pubbliche criticate da associazioni o da questo Difensore Civico, anche con toni piu’ duri, abbiamo proceduto in tal senso giudiziario”. “La rappresentazione libera di posizioni contrastanti, anche in forme accesa della fattispecie ben comprensibili per la lunga durata e l’intensita’ del contenzioso, non puo’ essere contrastata con uso di pubbliche risorse per citare antagonisti ma va salvaguardata – ha sottolineato il Garante – come valore cardine del nostro ordinamento”.

 

“Sulla vicenda sostanziale sottesa – ha aggiunto – questo Difensore Civico, dopo la memoria dell’amministrazione e il richiesto deposito di controdeduzioni della ricorrente, da trasmettere entro sette giorni, disporra’ un esame congiunto con le pubbliche amministrazioni interessate, invitando alla massima cooperazione per ricercare una soddisfacente soluzione soprattutto ai fini della tutela dei malati diabetici coinvolti”. Sulla vicenda, poi, la sponda di ‘Cittadinanzattiva Campania’ che, in una nota “accoglie favorevolmente il parere del Difensore Civico sul principio di liberta’ di critica di ogni singolo o associazione al fine di tutelare i propri diritti fondamentali. Tale pronunciamento arriva dopo mesi di azioni congiunte volte alla tutela degli utenti sanitari e dei lavoratori”.

“Entrando nel merito la lotta – per il segretario regionale Lorenzo Latellaavviata da Aspat e supportata da Cittadinanzattiva da oltre tre anni chiede l’applicazione delle norme regionali di tutela dei cittadini dei loro percorsi di cura. Nello specifico chiediamo, ancora una volta, l’attuazione del DCA n. 5 del 5/2/2018 riguardante l’istituzione di 12 centri diabetologici di cui 4 a gestione pubblica e 8 a gestione privata nel territorio della Asl Napoli 2 Nord, in grado di attivare e mettere a regime servizi territoriali adeguati a favore dei 55.000 pazienti diabetici che oggi non ricevono una presa in carico adeguata alla normativa vigente e sono costretti a rivolgersi a presidi diabetologici di altre Asl, a servizi alternativi o in molti casi, rinunciano alle cure”.

Sulla vicenda e’ intervenuto anche il capo della opposizione in Consiglio regionale della Campania, Stefano Caldoro. “Le associazioni di categoria – ha ricordato – hanno il dovere ed il diritto di integrare le Istituzioni, di sollecitare soluzioni. Il confronto, anche piu’ duro, non puo’ indurre chi rappresenta la parte pubblica ad assumere posizioni irragionevoli. Le denunce dell’Asl Napoli 2 Nord al Presidente dell’Aspat, Pierpaolo Polizzi, sono inopportune ed infondate. Nel rispetto dell’autonomia di ognuno la Regione faccia sentire la sua voce”. “L’Aspat (Associazione Sanita’ Privata Accreditata Territoriale) ha sempre tutelato, con professionalita’ e buone ragioni, i suoi associati ed il diritto alla salute dei cittadini campani” ha concluso Caldoro.

 

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