La dura presa di posizione.

“Ed ecco all’improvviso il sipario si chiude e scende il buio in sala. Martedì 19 novembre ero in treno quando ho letto sui giornali di non essere stato scelto nella terna del cda di Asia Napoli. Tutto ciò dopo 4 anni da amministratore che seguivano altri 4 anni da capostaff dell’allora Vicesindaco ed Assessore all’Ambiente Tommaso Sodano. Nonostante i numerosi articoli degli ultimi mesi relativi ad una ristrutturazione aziendale, tale decisione mi è risultata come un fulmine a ciel sereno, poiché sino agli ultimi incontri avevo avuto rassicurazioni dal Sindaco sulla stima e fiducia nei riguardi della mia persona e del mio operato, ritenuto ancora fondamentale per il futuro”.

A parlare è l’ex amministratore unico di Asia, Francesco Iacotucci, che ha lasciato a un post su Facebook tutta la sua amarezza per le decisioni del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in merito alle nuove nomine per il cda di Asia Napoli.

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“Ad oggi – prosegue – non conosco le motivazioni di questa scelta, ma conosco bene quello che l’azienda ha fatto in questi anni, per cui, in prima battuta, mi sento in dovere di dire la mia su ciò che è successo fino ai giorni scorsi. Quando sono stato scelto come Amministratore Unico di Asia Napoli non ero più solo un sincero appassionato di ambiente con alcune consulenze alle spalle, ma uno che per 4 anni, dal 2011 al 2015, si era calato nella macchina amministrativa ed aveva cercato di capire come poter migliorare la situazione rifiuti a Napoli, dopo che per tanti anni l’aveva vista e criticata da fuori, confrontandosi con gli uffici, gli atti amministrativi fino a partecipare alla costruzione del primo contratto di servizi di Asia”.

“Nel 2015 – sottolinea –, all’atto della nomina, l’azienda Asia era su valori della differenziata intorno al 25%, c’erano 2.300 lavoratori e le utenze servite con il sistema porta a porta erano circa 200.000. Oggi con 2.080 dipendenti Asia serve circa 500.000 persone con il sistema porta a porta ed ha raggiunto nel primo semestre la media del 39% un picco del 40.9% di raccolta differenziata (dati certificati puntualmente dall’ente regionale preposto). In questi anni, come si vede dai risultati, non solo la raccolta differenziata è aumentata ma i risultati raggiunti sono stati consolidati nel tempo. Con questo trend nel 2021 avremmo raggiunto il 47%, percentuale vicina ai risultati delle più virtuose metropoli europee.A fronte di un flusso sempre maggiore di turisti nella nostra città, abbiamo dovuto offrire un incremento dei servizi (es. maggiore frequenza svuotamento cestini, spazzamento assi turistici…) pur senza ulteriori risorse economiche rispetto agli stanziamenti degli anni precedenti”.

“I risultati raggiunti in questi anni sono stati più volte giudicati di altissimo valore da parte degli organismi nazionali di settore, tanto che l’esperienza napoletana è stata presa da esempio in tutta Italia per dimostrare come un’azienda pubblica potesse attuare politiche imprenditoriali anche in contesti che partivano da situazioni emergenziali. Questo è uno dei motivi che ha portato la giunta di Utilitalia (associazione delle aziende pubbliche di energia gas acqua e rifiuti) a nominarmi un anno fa presidente della fondazione Rubes Triva che si occupa di sicurezza sul luogo di lavoro per le aziende di igiene urbana. Tutte queste attività e le altre che hanno caratterizzato questi anni – incalza – sono state portate avanti nonostante le carenze di personale, l’età avanzata dei dipendenti, i ripetuti problemi economici e le numerose crisi degli impianti di conferimento dell’indifferenziato (stir e termovalorizzatore) e delle frazioni differenziate (incendi alle piattaforme e crisi filiera organico)”.

“Non ci sfuggiva certamente che l’incremento del porta a porta e della presenza turistica stavano generando un’esigenza di maggiori servizi sul decoro e per la rimozione di cumuli in strada. E’ naturale infatti che, con l’incremento del porta a porta, con la rimozione di cassonetti stradali, si verifichi un incremento naturale degli abbandoni illeciti da parte di chi si rifiuta sia di fare la differenziata sia di utilizzare per gli ingombranti i servizi gratuiti di ritiro a domicilio e di isole ecologiche. Per tale problematica la soluzione non è nelle mani di Asia. Il semplice moltiplicare i servizi di raccolta dell’inciviltà, che già oggi costano ai cittadini circa 9 milioni di euro l’anno – afferma –, rischia di essere vano senza che, da parte degli altri enti preposti, si incrementino i controlli e le sanzioni sugli sversamenti illeciti di rifiuti, utilizzando anche in maniera più efficace le telecamere che Asia da tempo aveva messo a disposizione della polizia ambientale per la sorveglianza dei siti oggetto di sversamenti abusivi. Persino città virtuose come Milano vedono circa 80.000 multe l’anno per scorretto conferimento dei rifiuti, a dimostrazione di come questa sia un’attività fondamentale per la riuscita della raccolta differenziata in città”.

“Ritengo – conclude – di aver svolto in questi anni il mio lavoro con passione, impegno ed equità: le competenze non sta a me giudicarle. Ringrazio chi mi ha accompagnato in questi anni con passione e dedizione, in primis il direttore generale Francesco Mascolo con cui ho condiviso passione, determinazione e critiche. Ringrazio il Sindaco per avermi scelto e fino ad oggi concesso di agire con libertà e senso di giustizia per il bene della città. Lascio alla propria coscienza il giudizio di chi, insensibile al bene comune e preso da un miope egocentrismo, ha inteso attaccare in questi anni la mia persona ma, attraverso essa, anche il lavoro di tanti, pur di vedere soddisfatte le proprie ambizioni personali”.

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