Così si picchia a Napoli, il 'tutorial' su Fb

di Giancarlo Tommasone

Una pagina a cui sono iscritti gli indagati per l’aggressione ad Arturo e molti dei loro amici. Di quelli che da settimane ormai hanno cercato di cancellare le tracce, le foto compromettenti, i commenti espliciti inneggianti alla violenza e alla difesa dei sodali. Tutto ciò accade su Facebook, naturalmente. Ma c’è una piazza che hanno dimenticato di cancellare, è ancora attiva, anche se i post si sono fatti più episodici e adesso vertono su argomenti più «leggeri».

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La foto coi tre indagati per l’aggressione ad Arturo, in Via Foria

Può essere letto come un tentativo di sviare chi costantemente – vedi gli investigatori della Postale -, da mesi, tiene sotto stretto controllo profili, gruppi e bacheche di presunti componenti delle baby-gang. E in virtù di ciò, sulla pagina in questione alcune foto rischiose sono state tolte, ma si è fatto tardi per cassare video, che provano indubbiamente legami tra i ragazzi coinvolti nelle indagini del 17enne ferito in Via Foria. Strano, almeno uno di loro avrebbe avuto tutto il tempo per farlo, e invece, chissà perché lo avrà dimenticato. Forse pure per una questione di fratellanza: i fratelli non si rinnegano mai. Legami forti quelli che emergono, che risalgono a quando avevano 10 o 12 anni e cominciavano a mimare le mosse dei guappi più grandi, di quelli che poi avrebbero impugnato la pistola e avrebbero fatto la guerra per conquistare il territorio in cui erano nati e cresciuti.

Il 15enne e il 14enne posano allo specchio: sono entrambi indagati per il ferimento di Arturo

Sono ragazzini e sono incoscienti, ma certo un po’ di furbizia (solo un po’, in verità) l’avranno pure maturata e allora alcuni di loro hanno deciso di entrare in letargo. L’ordine – sottolinea un investigatore della polizia postale – sarebbe passato da smartphone a smartphone attraverso una sorta di tam-tam digitale su Whatsapp: al momento restiamocene tranquilli, non postiamo foto di quando siamo tutti insieme, cancelliamo tutto quello che ci può creare problemi. Una pratica difficile da seguire quando sei nella condizione e nell’età in cui l’immagine è tutto; puoi anche andare in crisi di astinenza a causa del mancato like e del cuoricino che non arriva più sotto al post con la foto della pistola.

La pagina della baby-gang sta ancora lì, prima o poi le guardie si dimenticheranno di noi, potremo tornare a parlare di fratellanza e a postare quello che ci pare. Per il momento conviene spostarsi su Instagram, non è la stessa cosa, ma pazienza.

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