di Giancarlo Tommasone

Ha quindici anni ed è stato arrestato per tentato omicidio. A. R. è dell’Arenaccia e lo scorso 26 dicembre si fa immortalare mentre impugna una pistola. Pubblica la foto su Facebook, la usa come immagine di copertina, sono le 18.08. Sono passati appena otto giorni dall’aggressione ad Arturo.

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Lo studente 17enne è ricoverato in ospedale, A. R. è a casa e indossa un paio di jeans scuri, una maglia della stessa tonalità, nere sono pure le Nike che calza, distinguibile il ‘baffo’ della multinazionale leader nella produzione di scarpe da ginnastica. Molto simili, quelle scarpe, alle sneakers immortalate in un video, che cristallizza le fasi immediatamente anteriori e successive alla barbara aggressione di Arturo.

E’ il 18 dicembre scorso, la gang è formata da quattro soggetti, l’ultimo, quello che chiude il gruppo, ha il volto nascosto da un cappuccio, porta jeans neri e un paio di scarpe della Nike, del tutto compatibili con quelle che calza il ragazzo di 15 anni nella foto postata il giorno di Santo Stefano. Questa mattina agenti della Mobile di Napoli hanno eseguito nei confronti di A. R. un’ordinanza di custodia cautelare in un istituto di pena minorile emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni. Per gli inquirenti fa parte della baby-gang che ha tentato di uccidere lo studente 17enne, probabilmente allo scopo di portargli via il telefono cellulare. In galera, per i fatti di Via Foria, c’erano già finiti altre due giovani, il 15enne F. C., conosciuto pure come Kekko oppure ‘o nano e il 16enne G. P., che gli amici chiamano Genny. Kekko è stato arrestato il 24 dicembre scorso, Genny un mese fa, il sei marzo.

Le investigazioni, è scritto nel comunicato stampa diffuso dalla Questura, “hanno consentito di acquisire elementi di responsabilità su un altro minore, il quale, in concorso con gli altri due e con un quarto minorenne non imputabile nei confronti del quale contestualmente è stata effettuata l’elezione di domicilio, avrebbe partecipato all’aggressione di Arturo, colpendolo con alcune coltellate”.
Secondo quanto si apprende da fonti investigative, a metà marzo scorso, A. R. era stato già fermato dalle forze dell’ordine, ascoltato dagli inquirenti e poi rilasciato. Questa mattina, invece gli agenti della Mobile si sono recati presso la sua abitazione e lo hanno arrestato.

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