martedì, Novembre 29, 2022
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«Paranza dei coltelli» di via Foria, il 15enne rinuncia al Riesame

di Giancarlo Tommasone

«Ero senza giubbino perché ero uscito fuori di casa a fumare una sigaretta», così avrebbe dichiarato durante il primo interrogatorio il 15enne F. C., coinvolto nell’inchiesta per il ferimento dello studente di 17 anni avvenuto lo scorso 18 dicembre in via Foria. Il ragazzo è indagato insieme a un coetaneo e si trova recluso presso il carcere minorile di Airola. Probabile che il suo legale rinunci a presentare istanza di scarcerazione davanti ai giudici del Riesame. Dopo i tragici fatti F. C. fu fermato nei pressi della sua abitazione nella zona di San Carlo all’Arena mentre indossava soltanto una felpa, nonostante la giornata fosse alquanto rigida. Tutto ciò avrebbe indotto gli inquirenti – una volta visionato il video che immortala 4 ragazzi nell’atto di avvicinare il diciassettenne poi ferito in via Foria – a ipotizzare che F. C. avesse svestito la giacca (o addirittura se ne fosse liberato) per eliminare un indizio a suo carico. Visionando il video, oltre a tale ragionamento investigativo, si nota una somiglianza tra il quindicenne (dal fisico esile e dalla bassa statura) con un soggetto che indossa un giubbino scuro e che si trova al centro del gruppetto dei 4 aggressori. Le indagini continuano, gli inquirenti esaminano il flusso telefonico in uscita e in arrivo da e verso l’utenza di F. C. e dell’altro indagato.

Fondamentale però, sarà per le indagini, riuscire a individuare con precisione i 4 componenti della «paranza dei coltelli». Finora la testimonianza su cui si incardina l’inchiesta è rappresentata da quella fornita da Arturo (il 17enne accoltellato) e da un altro ragazzo (scampato a un precedente raid). Entrambi nella fase di riconoscimento degli aggressori hanno fornito elementi che hanno portato gli inquirenti a risalire ai due 15enni.

Il 15enne F. C. in una posa da boss su Facebook

Uno di essi è stato arrestato, l’altro, invece risulta indagato ma può avvalersi di un alibi di ferro, fornito dal suo datore di lavoro. F. C. è difeso dall’avvocato Emireno Valteroni; nell’attesa di visionare in maniera esaustiva gli atti relativi all’arresto del suo assistito e il materiale video, appare probabile che – almeno per il momento – non presenti istanza di scarcerazione davanti ai giudici del Riesame.

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