Arturo mostra le ferite al collo durante la riabilitazione

La Cassazione conferma le pene a nove anni e tre mesi a testa inflitte ai componenti della baby-gang in Appello

La Cassazione ha confermato, nelle scorse ore, la condanna a nove anni e tre mesi (comminata in primo grado a novembre del 2018 e ribadita in Appello a metà maggio del 2019) per i responsabili dell’accoltellamento di Arturo Puoti. Il ragazzo, 17enne all’epoca dei fatti, fu affrontato dal branco e ferito, il 18 dicembre del 2017, in Via Foria. La sentenza degli ermellini ricalca totalmente quella dell’Appello, e del primo grado di giudizio. La prima sentenza fu emessa il 9 novembre del 2018. In quell’occasione, per Genny P. (16enne quando si registrò l’aggressione), quello che è considerato il capo della baby-gang, e che secondo l’accusa, materialmente ha sferrato le coltellate alla gola del giovane, il pm aveva invocato sedici anni di reclusione. Dodici, invece, gli anni che erano stati chiesti per Antonio R. e per Francesco P. C. (soprannominato Kekko ’o nano). Quest’ultimo (15enne all’epoca dei fatti, come Antonio R.) fu il primo a essere individuato e arrestato per l’episodio di Via Foria e finì in carcere il 24 dicembre del 2017, a sei giorni dall’accoltellamento. Francesco P. C. è tornato in carcere, dopo la sentenza della Cassazione; aveva passato un periodo lontano dalla cella per motivi di salute. Tra gli aggressori anche un quarto ragazzo, non imputabile, perché quando si registro l’accoltellamento era minore di 14 anni.

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