Il messaggio di Genny a Kekko su Facebook per invitarlo a resistere in carcere

di Giancarlo Tommasone

Dopo Kekko, Arturo ha riconosciuto anche Genny. Nella mattinata di ieri si è svolto l’incidente probatorio che ha visto intervenire lo studente 17enne ridotto in fin di vita durante una barbara aggressione avvenuta in Via Foria lo scorso 18 dicembre. Si è trattato di un confronto all’americana. In una stanza si trovava uno degli indagati per quei fatti, il sedicenne G. P. meglio conosciuto come Genny.

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I quattro indagati per il ferimento di Arturo posano insieme sul Lungomare di Napoli insieme a un altro amico

Quest’ultimo (detenuto nel carcere di Nisida da venti giorni) ha posato insieme ai cosiddetti “birilli”, ragazzi simili a lui dal punto di vista della costituzione fisica. Attraverso uno spioncino, Arturo ha potuto vedere i soggetti che si trovavano dall’altra parte e ha inquadrato il sedicenne. Non ha avuto dubbi. Il confronto è avvenuto alla presenza del giudice del Tribunale dei Minori, del pubblico ministero titolare delle indagini e degli avvocati difensori. Che hanno preso atto dell’esito positivo dell’esame. Dunque dopo che un mese e mezzo fa, Arturo, sottoposto al medesimo esame, aveva riconosciuto Kekko, oggi è toccato a Genny essere “individuato”.

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Kekko, il 15enne indagato per il ferimento di Arturo in Via Foria

E’ saltato invece, perché non è stato possibile reperire i “birilli”, l’altro “faccia a faccia” previsto per ieri mattina; quello che avrebbe dovuto esserci tra il ragazzo che prima di Arturo fu preso di mira dalla baby-gang – e che riuscì ad evitare in tempo il probabile attacco della banda – e Kekko (F. C., anche detto il nano), altro indagato per l’aggressione ad Arturo.

Il giovane di 15 anni si trova in carcere dal 24 dicembre scorso presso la struttura penitenziaria minorile di Airola. Già in una precedente occasione si era registrata la mancata reperibilità di soggetti simili a Kekko, anche a causa della sua corporatura esile e della sua bassa statura. Tornando a Genny, Arturo aveva già dall’inizio descritto un ragazzo dalle sue fattezze e soprattutto dagli occhi chiari (il 16enne arrestato li ha azzurri), fornendo gli elementi per l’identikit atti a risalire ai suoi aggressori. Lo studente 17enne ha potuto descriverne solo un paio, poiché i restanti due elementi della baby-gang lo avrebbero preso alle spalle.

Arturo insieme al papà e alla mamma ricevono la visita del cardinale Sepe

Gli altri due indagati per i fatti di Via Foria, sono i minorenni F. L. e G. L. P. Naturalmente i riconoscimenti effettuati da Arturo rappresentano un contributo valido all’inchiesta, che si basa inoltre su elementi di indagine e riscontri effettuati dalla Mobile, che però al momento sono coperti dal massimo riserbo.

Il 17enne Arturo mostra le ferite al collo: ora è in riabilitazione

«Volevo sottolineare che magistratura e forze dell’ordine – ha dichiarato a Stylo24 Maria Luisa Iavarone, la mamma di Arturo – si stanno muovendo con fermezza e rigore. Ho un’aspettativa molto alta di giustizia. In questo caso, mi aspetto una sentenza coraggiosa».

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