venerdì, Dicembre 3, 2021
HomeInchieste e storia della camorraDa Caravaggio a Van Gogh, tutti i capolavori del Mafia Museum

Da Caravaggio a Van Gogh, tutti i capolavori del Mafia Museum

di Giancarlo Tommasone

La mafia e l’arte, un connubio di cui si sente parlare spesso. Ma non tanto per il livello estetico e intimo di un’opera, quanto per il suo valore economico agli occhi di un’organizzazione criminale, si chiami essa Cosa nostra, ‘Ndrangheta o camorra. Si scopre così che tra i beni sequestrati in Svizzera dai carabinieri di La Spezia, ci sia anche un ritratto di Bacco attribuibile alla scuola del Caravaggio. Il quadro era nei beni riconducibili a Santo Abossida, l’ufficiale di marina mercantile ucciso il 14 agosto del 2012 a Torretta, frazione di Crucoli (in provincia di Crotone). Abossida, secondo gli inquirenti era legato a doppio filo a un locale di ‘Ndrangheta, quello di Cirò. Che si chiamino investimenti o pezzi pregiati di arredamento, statue, arazzi, dipinti di valore, hanno da sempre attirato l’attenzione anche dei boss della camorra.

La pinacoteca di don Lorenzo Nuvoletta

Secondo alcune informative delle forze dell’ordine, il defunto padrino Lorenzo Nuvoletta «esponeva» alle pareti della residenza di Poggio Vallesana molti dipinti della scuola dell’Ottoceno napoletano.

Lorenzo Nuvoletta

Una collezione di elevato valore economico ed artistico. Ma quando i quadri non vengono esposti, servirebbero anche come merce di scambio. Ad ipotizzarlo è il detective d’arte Arthur Brand. La circostanza è quella relativa al ritrovamento, avvenuto nel 2016, in un casolare del rione Annunziatella di Castellammare di Stabia, di due Van Gogh (La spiaggia di Scheveningen, del 1882, e la Chiesa di Nuenen, del 1884).

Le due tele di Van Gogh ritrovate a Castellammare

Le opere d’arte dal valore complessivo di 100 milioni di euro erano state rubate al Vincent Van Gogh Museum di Amsterdam, nel 2002. Furono ritrovate nel casolare di Raffaele Imperiale, narcos stabiese attualmente latitante. Brand, all’epoca dei fatti, si stupì del fatto che mancasse all’appello anche un Rembrandt rubato nel 1990 a Boston all’Isabella Stewart-Gardner Museum.

Il Vincent Van Gogh Museum di Amsterdam

Secondo Brand, le opere d’arte chiuse nei caveau delle organizzazioni criminali servono da garanzia, nel caso si imbastiscano progetti che hanno bisogno di grandi investimenti, come appunto quello del traffico internazionale di stupefacenti. 

Tra l’altro mettere in mostra un quadro di Van Gogh o proporlo in vendita è un errore in cui i criminali quasi mai incorrerebbero.

Tornando ai camorristi appassionati d’arte, oltre ai Nuvoletta ci sarebbe Pasquale Galasso. Nel 1991, come riporta Isaia Sales in un articolo de Il Mattino dell’ottobre 2016, durante un accesso delle forze dell’ordine nella villa di Poggiomarino di Galasso, furono rinvenuti (e sequestrati) 150 quadri di pittori del Seicento e del Settecento napoletano, una Madonna del ’400 francese, trafugata in Liguria e il trono originale su cui sedeva Francesco II di Borbone, meglio conosciuto come Francischiello. Per finire ci sono i malavitosi ‘pittori’, tra essi il casalese Francesco Sandokan Schiavone, i mafiosi Luciano Liggio e Gaspare Mutolo.

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