Foto di gruppo dei calciatori del Napoli con i fratelli Esposito

di Giancarlo Tommasone

Erano stati arrestati già a giugno dello scorso anno, i fratelli Gabriele (32 anni), Giuseppe (37) e Francesco Esposito (40), coinvolti in una inchiesta sempre su intestazioni fittizie di beni per conto di clan e incentrata sulla sala scommesse di Piazza Mercato. Il Riesame li aveva poi rimessi in libertà. Nelle scorse ore, però, i tre fratelli, sono finiti in carcere insieme al 31enne Diego La Monica. Quest’ultimo indicato dagli inquirenti come prestanome. Arresti domiciliari disposti invece per Teresa Esposito (31enne moglie di Gabriele Esposito) e Carmela Russo, di 36 anni, consorte di Giuseppe Esposito. Ad accusare gli Esposito c’è pure un nuovo pentito, Salvatore Maggio, ex boss della zona del Mercato, dove i tre sono nati e cresciuti (e da dove poi si sono trasferiti a Posillipo).

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Una storia che si intreccia con il calcio e la camorra
Secondo le ipotesi investigative, quell’impero sarebbe stato «costruito grazie a stretti rapporti con i clan, attraverso l’intestazione dei beni a prestanome per eludere le norme antimafia, e con il riciclaggio di capitali di provenienza illecita».

Il boss del quartiere Vasto-Arenaccia, Edoardo Contini
Il boss del quartiere Vasto-Arenaccia, Edoardo Contini

I clan in questione sono quello dei Contini e quello dei Sarno-Palazzo. Sullo sfondo, invece, il mondo del calcio, con contatti frequenti tra alcuni degli indagati e ignari calciatori. Sono diversificate le attività commerciali dei fratelli Esposito, si va dai negozi per la vendita di giocattoli (New Toys) a un ristorante in Piazza San Pasquale, dalla discoteca a Coroglio (Club Partenopeo) al centro scommesse in Piazza Mercato.

Quel tuffo di Higuain dalla barca dei fratelli Esposito
E’ dall’inchiesta dello scorso anno, però, che emersero i rapporti dei fratelli Esposito con alcuni calciatori del Napoli (estranei all’indagine). Molti ricorderanno la ferita procuratasi al mento da Gonzalo Higuain quando era ancora in azzurro.

Se la fece, tuffandosi nelle acque di Capri, dalla barca dei fratelli Esposito, dove si trovava in compagnia di Paolo Cannavaro, ex difensore partenopeo. Gli Esposito gestivano – abbiamo scritto – anche il Club Partenopeo, dove una settimana fa Pepe Reina, ha salutato compagni di squadra e amici, per «festeggiare» il suo trasferimento al Milan.

Una vera e propria «miniera d’oro» quel locale. Un amico di Gabriele Esposito, intercettato al telefono, gli fa i complimenti: «Mi hanno detto che sei diventato il discotecaro più importante di Napoli».

In un’altra occasione, mentre conversa con l’ex calciatore Fabio Borriello (fratello dell’attaccante Marco) è proprio Gabriele Esposito a rivelare il volume d’affari della discoteca e soprattutto a far emergere che non era un semplice dipendente del Club Partenopeo, ma il titolare (o uno dei titolari).

La conversazione (intercettata) con Fabio Borriello
L’intercettazione risale al 21 giugno dello scorso anno. Gabriele confessa a Fabio Borriello, di essere impegnato a fondo nella gestione del locale. Borriello gli chiede: «Che fai, stai faticando? Bello il locale». Gabriele risponde: «Sì, sì, abbusco (guadagno, ndr) una cosa di soldi nel locale (…) è il locale più forte del momento, Fabio». Così forte da fargli incassare «centotrenta-centoquarantamila euro ogni tre giorni». Fabio Borriello gli raccomanda: «Cerca di farlo girare bene», «certo – dice Gabriele – mi sto spremendo per riuscire, tengo le (pubbliche) relazioni più forti di tutti quanti».

Edoardo Contini
La foto segnaletica del padrino Edoardo Contini subito dopo l’arresto

Il titolare del locale all’apparenza era La Monica, finito in carcere insieme ai tre fratelli Esposito. I soldi impiegati per il Club Partenopeo, ritiene però la Dia, siano dei clan Contini e Sarno-Palazzo e che i tre Esposito, altro non siano che prestanome arricchitisi grazie a quanto versavano i gruppi criminali nell’attività «per riciclare denaro, provento di illeciti».

Le accuse del pentito Salvatore Maggio,
i rapporti con Edoardo Contini e Ettore Bosti

Ad accusare i tre imprenditori, scrivevamo, c’è un nuovo pentito, Salvatore Maggio. Oltre ai rapporti con Maggio, gli investigatori ritengono molto intime le frequentazioni degli Esposito con Ettore Bosti detto ‘o russo, figlio del ras Patrizio. Maggio, da collaboratore di giustizia, sottolinea più volte nell’estate del 2017 agli inquirenti gli stretti rapporti fra Gabriele Esposito con il boss Edoardo Contini.

La discoteca di Coroglio “Club Partenopeo”

Gabriele Esposito, per via di una condanna per camorra (non passata in giudicato), non può gestire certo l’agenzia di scommesse Eurobet a piazza Mercato a Napoli che formalmente viene pure intestata a Diego La Monica. Maggio, in un verbale del 7 agosto 2017, dichiara che per un debito con la camorra di 14mila euro, l’agenzia di Piazza Mercato, paga un pizzo di 500 euro al mese anziché restituire il prestito, grazie all’intercessione del boss Contini.

Il boss di Miano, Carlo Lo Russo

Relativamente ai rapporti di questi imprenditori con la camorra napoletana, è significativa una intercettazione (sempre) del 21 giugno 2017. La conversazione telefonica questa volta avviene fra Giuseppe Esposito e Filomena Lo Russo (figlia dell’ex boss pentito Mario), moglie di Ettore Bosti, boss detenuto – all’epoca dei fatti – al 41 bis. «Ma quando vai dal compagno mio?», chiede Giuseppe Esposito alla donna. Quest’ultima, nel corso della conversazione gli dice: «Degli amici più stretti lui chiede sempre».