La sede centrale dell'Arpac al centro direzionale

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di Francesco Vitale

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L’avviso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di 12 unità «interne», o meglio per la stabilizzazione di operatori già impiegati presso l’Ente – come riportato all’epoca da Stylo24 l’Arpac (Agenzia regionale protezione ambientale della Campania) l’ha indetto il dieci agosto scorso. Con la politica in ferie.

A tre mesi di distanza dalla pubblicazione dell’avviso, sulla vicenda
sono intervenute
le consigliere regionali del M5S,
Valeria Ciarambino e Marì Muscarà,
che hanno prodotto una interrogazione rivolta al presidente
della Giunta di Palazzo Santa Lucia

In effetti, come sottolineano le due pentastellate, l’avviso è stato rivolto a personale già impiegato presso l’Arpac; ma per accedere a un’assunzione a tempo indeterminato in un ente pubblico, gli operatori devono, secondo legge, affrontare un iter concorsuale. «La scelta (da parte di Arpac) di ricorrere all’avviso pubblico anziché al concorso – si legge nel testo dell’interrogazione non è coerente».

Le domande rivolte al presidente della Giunta della Campania

Innanzitutto con il dettato costituzionale, che individua nel concorso pubblico «la forma generale ed ordinaria di reclutamento per il pubblico impiego, in quanto meccanismo strumentale al canone di efficienza dell’amministrazione; (poi) con le previsioni dello stesso D.Lgs 75/2017 che prescrivono il ricorso a procedure concorsuali; con le finalità dello strumento dell’avviso pubblico rivolto tendenzialmente ad assunzioni a tempo determinato e con graduatorie limitatamente utilizzabili; con l’assicurare massima diffusione della procedura al fine di consentirne la conoscenza legale a tutti gli interessati, non realizzabile con la pubblicazione sul sito web aziendale e sul Burc».

Assodato dunque, che per accedere a una assunzione a tempo indeterminato presso un ente pubblico, c’è bisogno del superamento di una apposita selezione (e quindi della partecipazione a un concorso), è stato fatto notare dalle consigliere pure che «le procedure concorsuali riservate possono essere espletate in misura non superiore al 50% dei posti disponibili, ovvero delle risorse finanziarie a disposizione nell’ambito delle facoltà di assunzione», tutto ciò per garantire un adeguato accesso dall’esterno. Per tale motivo Ciarambino e Muscarà hanno interrogato il presidente della Giunta regionale al fine di conoscere: «Le modalità e le tempistiche con cui l’Arpac intende garantire l’adeguato accesso dall’esterno, in misura pari almeno al 50% dei posti disponibili di cui all’avviso in oggetto; le ragioni per le quali l’Arpac ha scelto di indire un avviso pubblico anziché un concorso pubblico con posti riservati; a quanto ammonta l’onere a carico dell’ente, ancorché imputabile ai trasferimenti consolidati regioni».

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