La strategia dei camorristi: lavori onesti di «facciata» per coprire la reale provenienza dei guadagni

Molti camorristi, per mantenere un basso profilo e non destare sospetti, oltre al lavoro «sporco» e illegale hanno anche altre occupazioni. Addirittura c’è chi è proprietario di agenzie funebri, o chi è titolare di piccoli esercizi commerciali o chi, non avvezzo alla libera imprenditoria sceglie di lavorare come operaio in qualche fabbrica. Questo per coprire i guadagni provenienti dalla malavita. È il caso di Antonio Crippa, indicato nei verbali di alcuni pentiti come presunto armiere del clan Formicola di San Giovanni a Teduccio. È uno dei particolari che si apprende dall’interrogatorio di Claudio Esposito, membro storico del clan del Bronx, riportato nell’ordinanza contro i clan Rinaldi, Reale, Formicola e Mazzarella.

Le armi, riferisce Esposito, sono custodite da Antonio Crippa «che abita nella zona denominata Edilizia Bassa». Formalmente Crippa «lavora all’Alfa/Fiat di Pomigliano (Na) ed è proprietario di un’Alfa Mito». Un lavoro che è solamente una copertura. «In realtà egli è l’armiere del clan Formicola» spiega aggiungendo che «si tratta di un enorme arsenale militare composto da pistole, mitra, fucili a pompa che egli custodisce in un appezzamento di terra».

ad

Un elemento di cui Esposito è a conoscenza perché quando Crippa consegnava le armi per le azioni criminali «queste dovevano sempre essere pulite perché erano sempre arrugginite. Ero io a consegnarli il corrispettivo dell’acquisto delle armi». Ma non sempre c’era il tempo di raggiungere l’appezzamento di terreno, qualche volta bisognava agire subito. «Egli custodisce alcune armi per il relativo pronto impiego, nei vani degli ascensori della scala che si trova di fronte a quella in cui abita Vincenzo Silenzio, detto ‘Mericano’, il reggente attuale del clan Formicola unitamente a Tommaso Sannino detto ‘Barbiere’» conclude Esposito.

1-continua

Riproduzione Riservata