Si continua a registrare tempi lunghi per il rinnovo del porto d’armi a Napoli e a Caserta. Il dato che fa riflettere ha a che fare soprattutto con la licenza per la seconda pistola ai rappresentanti delle forze dell’ordine. Secondo le ultime stime (prefettura partenopea e di Terra di lavoro) si può attendere anche un periodo che va dagli otto mesi a un anno, senza la sicurezza di ottenerlo realmente. Oltre ai tutori dell’ordine, il problema delle lungaggini per il rinnovo del porto d’armi affligge anche i metronotte, che hanno a che fare con contratti a termine (sei mesi) e che nell’attesa di ricevere il via libera, vedono sfumata la possibilità di lavorare. Ai tempi lunghi bisogna aggiungere le bocciature che sono arrivate anche per uomini della Catturandi, del Ros e delle forze armate. Tutto ciò avviene in territori difficili, in cui i tutori dell’ordine si trovano a rapportarsi con emergenze che si chiamano camorra dei casalesi e clan di Napoli e provincia. Gente che è esposta continuamente alle offensive degli affiliati alle organizzazioni malavitose. Ma a fronte di tali limitazioni si registra invece un flusso di armi da fuoco che ha davvero caratteristiche preoccupanti. Come riportato da Il Mattino, infatti, il numero delle armi che sarebbe in circolazione tra Napoli e in provincia, si aggirerebbe intorno alle dodicimila unità. A quelle detenute legalmente si aggiungano le armi clandestine, che provengono dal traffico internazionale e finiscono nella disponibilità degli arsenali dei clan della camorra. A Napoli, nel 2017, le pistole detenute legalmente sono diminuite ancora: 772 a fronte delle 1.163 domande (di rinnovo o rilascio) presentate. Ebbene, a questi permessi per le armi corte si sommino poi quelli per la pratica sportiva e quelli rilasciati per fucili a uso di caccia. Un totale di circa 6.500 armi in circolazione. A queste aggiungiamo quelle fuorilegge: si arriva facilmente ai 12mila pezzi.