La paranza capeggiata da Sebastian Vatamanu era in affari con il gruppo Vastarelli. Agli atti le testimonianze dei giovani acquirenti

di Luigi Nicolosi

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Il fiume di droga con cui la paranza capeggiata da Sebastian Vatamanu ha invaso la movida della zona collinare di Napoli potrebbe non essere stata soltanto una faccenda tra giovanissimi con aspirazioni da narcos. L’organizzazione disarticolata dai carabinieri nel blitz messo a segno pochi giorni fa poteva contare infatti sull’apporto criminale di Mario Vastarelli “’o nonnetto” e del figlio Pasquale, parenti stretti della storica famiglia di mala del rione Sanità. Una circostanza, quest’ultima, che non è passata inosservata agli occhi di investigatori e inquirenti. Non a caso l’inchiesta è stata svolta per mesi sotto il costante coordinamento della Direzione distrettuale antimafia.

Sfogliando l’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri della compagnia Vomero si scopre che ai due Vastarelli viene in particolare attribuita la titolarità e la gestione di una nota piazza di spaccio in vico Paradiso alla Salute, al confine tra Materdei e il rione Sanità. A incastrare i due indagati, ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria, ci hanno pensato una raffica di intercettazioni telefoniche e le dichiarazioni rese ai militari dell’Arma da due giovani clienti fermato dopo l’acquisto di una “bustina”: «L’attività di spaccio – scrivono gli inquirenti – avveniva a conduzione familiare ed era portata avanti da Pasquale e Mario Vastarelli, sebbene con modalità diverse. Pasquale utilizza un’utenza telefonica intestata a un soggetto inesistente per la consegna a domicilio; Mario Vastarelli, ancorato ad attività di spaccio sedentaria, smercia all’interno della propria abitazione. Proprio “’o nonnetto” era stato arrestato in flagranza di reato ancor prima del blitz di pochi giorni fa.

Il punto di connessione tra Mario Vastarelli e l’associazione diretta da Vatamanu, specialista dello spaccio nella movida di piazza Immacolata, all’Arenella, risulterebbe evidente dalla telefonata registrata il 30 aprile del 2018: «Eh… allora questo è il numero tuo, ora lo memorizzo e poi mi metto d’accordo con “Kekko” (Francesco Perna, ndr)», affermava Mario Vastarelli. Stabilita la volontà reciproca di incontrarsi, Vatamanu, rivolgendosi all’amico Alessandro Esposito, afferma quindi: «Vai là senza che me lo passi, perché si ingrippa se parla al telefono. Digli sta Alin al telefono, mi vuoi segnare cinque euro, diglielo oggi ti porto le quaranta euro». Sul punto, i detective dell’Arma non sembrano avere dubbi: il trio di sta discutendo di questioni legate all’acquisto di una partita di droga.

Agli atti dell’inchiesta c’è poi la testimonianza di una giovane “consumatrice”, Roberta S., che, fermata dalle forze dell’ordine dopo aver comprato dell’“erba”, ha spiegato: «Mi sono sono recata in zona Materdei in un basso di una persona che si fa chiamare “il nonnetto”, ma non sarei in grado di riconoscerla in quanto l’ho vista poche volte. So che è una persona grande di età e che ha pochi capelli. Mi rivolgevo a lui sempre per la marijuana e per la somma di dieci euro. L’uomo aveva sempre a disposizione lo stupefacente, in quanto sono andata anche di notte». Insomma, una piazza di spaccio, quella di vico Paradiso alla Salute, attiva praticamente h24.