TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

di Giancarlo Tommasone

Questa volta, i rapinatori non hanno chiesto a Milik di dedicare loro un gol, ma sono andati dritti alla meta: un Rolex da settemila euro. Il calciatore del Napoli era  a piedi, è stato affrontato durante la scorsa notte, nei pressi di casa, a Varcaturo, sul territorio comunale di Giugliano. La coppia di balordi è giunta in sella a uno scooter, uno dei banditi ha mostrato una pistola e ha fatto segno al giocatore polacco di consegnare il prezioso orologio. Quanto accaduto è stato denunciato da Milik questa mattina, ai carabinieri di Varcaturo: indagini avviate anche attraverso la visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona.

Anche il ‘99’ del Napoli, dunque, entra
nel ‘club’ dei calciatori rapinati o derubati. Una lista lunga che si perde nei meandri
del tempo e che, dalle nostre parti,
non ha risparmiato nemmeno il dio del calcio, sua divinità Diego Armando Maradona

Negli anni Ottanta, al Pibe de Oro (mica a Frappampina) fu trafugato il Pallone d’Oro custodito nel caveau della Banca della Provincia di Napoli. E allora se si tocca Maradona, vuol dire che nessun giocatore è al sicuro. A febbraio del 2016 finisce nel mirino anche Lorenzo Insigne. Come si racconterà, gli sfrontati rapinatori, che sotto la minaccia di una pistola portarono via soldi e gioielli al calciatore, alla moglie e ad alcuni amici della coppia, avrebbero chiesto al ‘24’ azzurro di dedicare loro un gol.

Prima del talento di Frattamaggiore, i malviventi non avevano risparmiato Behrami, Fernandez e Juan Camilo Zuniga

Obiettivi dei raid anche i familiari dei calciatori azzurri, eclatante il caso della ex moglie del Matador, Maria Soledad, che fu scippata a Fuorigrotta di un Plaget da 18mila euro. La consorte di capitan Hamsik, sempre a Varcaturo (come nel caso di Milik), fu invece rapinata dell’auto, una Bmw X6.

Pure il Pocho, Ezequiel Lavezzi, pagò dazio: la sua compagna
ci rimise il Rolex. La rapina avvenne mentre si trovava in Via Petrarca

Accadde nel 2011, nello stesso anno, i ladri entrarono in casa Cavani, svaligiandola. Nel mirino dei malviventi sono finite anche le mogli dei difensori Salvatore Aronica e Ignacio David Fideleff. La Procura, su diversi di questi colpi ha aperto dei fascicoli di indagine, cercando di comprendere se fossero stati messi a segno da rapinatori che agivano con il solo obiettivo di depredare per tornaconto economico o se dietro tali raid ci fosse la lunga mano della camorra e di gruppi vicini ad ambienti camorristici.

Le indagini e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia

Gli inquirenti hanno interrogato chi, quei raid, ha ribadito di conoscerli bene: tra questi il collaboratore di giustizia Salvatore Russomagno. E’ stato lui a dichiarare, che, per quanto riguarda i furti ad Hamsik e Cavani, ci sarebbe stato dietro il gruppo ultrà dei Mastiffs. Sulla vicenda ‘rapine ai calciatori’,sono intervenuti anche altri due pentiti di peso: Maurizio Prestieri e Giuseppe Misso jr. Per quanto riguarda il primo, a verbale, aveva raccontato: «Ricordo che le gestioni Ferlaino e Corbelli avevano una sorta di sottomissione al tifo organizzato, nel senso che se i predetti non davano biglietti e pass ricevevano forti contestazioni e minacce con danno per la società. Non mi risulta che ciò accada per la gestione De Laurentiis, che ha sempre impostato la direzione della società con un certo distacco con il tifo organizzato».

Tornando a Russomagno, invece, secondo quanto ha affermato, le rapine ai calciatori (quelle a cui lui si riferisce, nel periodo che va fino al 2013) avrebbero avuto un’unica matrice: i giocatori sarebbero stati puniti da gruppi di ultras perché non avrebbero partecipato alle manifestazioni organizzate dai tifosi. Queste ultime dichiarazioni non avrebbero però trovato sufficienti riscontri da parte degli inquirenti.

Il giallo dell’orologio di Capitan Hamsik

Chiudiamo con il giallo dell’orologio di Hamsik. Un cronografo Rolex in oro bianco del valore di 25mila euro. Il primo episodio si registra il 18 dicembre del 2008, sotto la Galleria Laziale. In quel caso non c’è alcun dubbio: si trattò di rapina. L’orologio, però, fu restituito, si disse, grazie all’intercessione di altri gruppi di tifosi. A febbraio del 2013, dopo la partita Napoli-Samdoria (0-0 per la cronaca), lo stesso Rolex modello Daytona viene strappato dal braccio dello slovacco, il raid si consuma in Via Cinthia. In quel caso, gli inquirenti si fecero più di una domanda sulla matrice del blitz da decine di migliaia di euro. Si ipotizzò anche l’intimidazione e si recuperarono le carte delle inchieste relative ai colpi consumati fino ad allora nei confronti dei calciatori azzurri e dei loro familiari.

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT