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Non e’ stato minacciato con la pistola Arek Milik quando dopo la vittoria sul Liverpool, in Champions League, subi’ la rapina del Rolex. Il centravanti del Napoli torna sull’argomento intervenendo al programma polacco “Prosto w Szczene” insieme al portiere della Juventus Szczesny. “Nessuno mi ha puntato una pistola alla testa – ha svelato l’azzurro -, e’ bastato bussare al vetro dell’auto. Erano le 00:30, ero con la mia famiglia ma se fossi stato solo avrei agito nello stesso modo”.

Milik non ha gradito alcuni messaggi ricevuti sui social dopo l’episodio: “Ogni tanto apro la casella di posta di Instagram, quella dove arrivano i messaggi di persone che non conosci. Dopo la rapina, ce n’erano una decina in italiano che dicevano ‘che ore sono?’. Mi sono sentito a disagio”. Comunque, simpaticamente il polacco ha chiuso la vicenda: “Ora comprero’ un orologio giocattolo, come quelli di gomma che puoi mangiare. Me lo ridaranno? Ad Hamsik e’ accaduta la stessa cosa due volte. In un caso gli fu restituito tutto, in un altro no. Hai il 50% delle possibilita'”, ha affermato sorridendo Milik.

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