domenica, Dicembre 5, 2021
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Arancia Meccanica a Secondigliano, condannati i babyrapinatori del rider

I quattro minorenni della paranza evitano la stangata e se la cavano con pene comprese tra i tre e i cinque anni. I due maggiorenni avevano incassato dieci anni a testa

di Luigi Nicolosi

Notte da Arancia Meccanica sulle strade della periferia nord di Napoli, arrivano le condanne di primo grado per i quattro minorenni che nel gennaio scorso si sono resi responsabili di due drammatiche rapine di scooter, tra cui quella – poi diventata “famosa” a livello nazionale – ai danni del rider Giovanni Lanciato. Il verdetto del giudice si è però rivelato al di sotto delle aspettative della pubblica accusa, che per i giovanissimi imputati aveva invocato un anno in più rispetto alla pena poi inflitta. I tre babybanditi indiziati di entrambi i colpi (difesi dagli avvocati Luca Mottola, Caterina Sanfilippo e Raffaele Ottieri) hanno dunque incassato 4 anni e 8 mesi a testa. Il quarto imputato, che doveva invece rispondere di un solo assalto, se l’è invece cavata con una condanna a 3 anni e 4 mesi. Tutti stanno attualmente scontando la condanna in una comunità di recupero.

Pochi mesi fa era invece andata decisamente meno bene ai maggiorenni coinvolti nella vicenda, i quali avevano incassato condanne a dir poco severe, per non dire esemplari. Nonostante la scelta del rito abbreviato, Vincenzo Zimbetti e Michele Spinelli nel luglio scorso sono stati condannati dal gup del tribunale di Napoli Nord a 10 anni di reclusione a testa: appena uno in meno rispetto a quanto richiesto dalla pubblica accusa. Determinante ai fini del verdetto si sono rivelate le due aggravanti contestate dal pm e accolte dal giudice: le sevizie e la crudeltà. Per Zimbetti e Spinelli la permanenza dietro le sbarre si preannuncia dunque ancora molto lunga. La vicenda che li ha portati alla sbarra si era conclusa, almeno sotto il profilo investigativo, a metà

marzo, quando i due, già arrestati per l’assalto costato il motorino al rider Lanciato, sono stati individuati anche come i responsabili di un secondo colpo avvenuto poco prima alle porte di Napoli. Prima una rapina a Casoria, poi il famoso assalto al portapizze.

È stata questa, infatti, la rapidissima escalation di eventi che ha visto protagonisti i sei giovani in cerca di gloria malavitosa (tra cui quattro minorenni) nella notte tra l’1 e il 2 gennaio scorsi. La svolta nelle indagini si è avuta l’8 gennaio, quando gli investigatori sono andati ad acquisire le immagini della rapina a Casoria ai danni di un giovane. Gli autori erano vestiti alla stessa maniera di quelli dell’assalto a calata Capodichino e soprattutto, in quest’ultimo caso hanno usato lo scooter portato via nella cittadina a nord del capoluogo. Probabilmente si sentivano sicuri e hanno agito con inesperienza, lasciandosi dietro molte, troppe tracce. Di lì a breve la giustizia gli ha però presentato il conto.

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