Lina Lucci

di Luigi Nicolosi

Appropriazione indebita, accuse in frantumi per l’ex leader regionale della Cisl. Lina Luca è stata oggi assolta nel giudizio di primo grado perché il fatto non sussiste. La vicenda che ha portato la sindacalista alla sbarra risale al maggio di due anni fa, quando le è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla procura di Napoli per le presunte irregolarità che lei e un altro dirigente, rispettivamente segretario generale della Cisl Campania e funzionario amministrativo dell’organizzazione sindacale, avrebbero commesso. Il reato ipotizzato dal pubblico ministero titolare dell’inchiesta era quello di appropriazione indebita, ma l’impianto accusatorio non è riuscito ad andare oltre il primo grado di giudizio.

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L’ex segretario generale della Cisl Campania Lina Lucci, in particolare, era accusata di appropriazione indebita di circa 77mila euro e di simulazione di reato relativamente alla denuncia di smarrimento di alcune scritture contabili. Le contestazioni, secondo il sindacato, riguardavano quote di affitto, lavori di ristrutturazione e corsi di formazione, per una somma che complessivamente si aggirata sui 77mila euro. Insieme con la Lucci è stato assolto anche il segretario amministrativo Carmen Costagliola, anche lei con la formula “perché il fatto non sussiste”. L’altro indagato, Salvatore Denza, responsabile all’epoca della contabilità dell’Usr Cisl Campania, all’epoca dei fatti rinviato a giudizio, non andò a processo in quanto nei suoi confronti la Cisl non presentò denuncia. L’indagine prese il via a seguito di un esposto presentato alla Procura di Napoli, quattro anni fa, precisamente nel 2016, dal dirigente del sindacato Piero Ragazzini.

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