Il corno da 60 metri sul lungomare
Il corno da 60 metri sul lungomare

di Giancarlo Tommasone

Per rispondere al nulla c’è bisogno del niente. Il Giggino nazionale (della Nazione partenopea, nda) si è inventato questa cosa del corno di 60 metri che sarà allocato a rotonda Diaz e farà mostra di sé da ottobre a gennaio. Giggino però commette un errore fondamentale che potrebbe avere gravi conseguenze sul popolo napoletano.

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Il corniciello infatti, in base ai progetti e ai disegni che stanno girando, sarà posizionato con la punta verso l’alto.

Secondo la tradizione e la superstizione (temi da cui nasce l’iniziativa del nostro) il corno per portare fortuna deve avere alcune caratteristiche, essere cavo, di un materiale che si rompa (la rottura affinché compia il suo compito deve avvenire nella punta), deve essere rosso, tenuto in un posto nascosto, deve essere regalato e soprattutto deve avere la punta posizionata verso il basso.

Totò nei panni dello jettatore
Totò nei panni dello jettatore

Se alcune regole verranno rispettate, altre invece verranno sovvertite. Ad esempio il nostro curniciello di 60 metri sarà sì cavo, ma riempito di negozi; non ci sarà regalato, anzi pagheremo per visitarlo; infine, cosa gravissima, la punta sarà posizionata verso l’alto. Questo particolare non può essere trascurato, perché secondo la scaramanzia, la negatività accumulata deve tendere verso il basso, deve essere scaricata a terra e idealmente tornare agli inferi.

Il corno da 60 metri sul lungomare
Il corno da 60 metri sul lungomare

Il nostro confonde la simbologia, perché le corna o i corni che tendono verso l’alto poco hanno in comune con la scaramanzia e stanno a significare vigore, virilità e potenza da ostentare e rivolgere contro il nemico. Tracce di tale simbologia sono state registrate migliaia di anni fa con pitture rupestri rinvenute non sullo scoglione di Posillipo o nelle catacombe di San Gennaro, bensì in Val Camonica, nel Bresciano.

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