lunedì, Dicembre 6, 2021
HomeNotizie di PoliticaAppello ai candidati: sceglietevi un altro piatto, basta foto con la pizza

Appello ai candidati: sceglietevi un altro piatto, basta foto con la pizza

E’ un delitto continuare a ridurre Napoli a un disco di pasta condito con salsa di pomodoro, basilico e mozzarella

di Giancarlo Tommasone

«A proposito di politica, ci sarebbe qualche cosarellina da mangiare?». Ci affidiamo a una famosa battuta dell’immenso Antonio De Curtis, in arte Totò, che rende in maniera piena ed esaustiva il concetto: politica associata (in senso spregiativo) alle tavolate, alle «cosarelline» da mangiare. Appunto. Non certo un binomio lusinghiero in termini di immagine, ma che però è stato riproposto anche ieri, a conclusione dell’incontro elettorale organizzato per il candidato sindaco del centrosinistra, Gaetano Manfredi. A sostegno dell’ex rettore è sceso in campo il leader in pectore del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che al termine della passerella napoletana, si è seduto a tavola, consumando una pizza insieme al ministro grillino, Luigi Di Maio, alla consigliera regionale Valeria Ciarambino, e naturalmente a Manfredi.

Chiarito il concetto del mangiare uguale politica, concentriamoci adesso su un altro infortunio, per niente secondario, in cui è incorso il competitor schierato dai giallorossi. Di cosa si tratta? Della pizza, proprio così. Siamo stanchi, e come noi i partenopei che ancora conservano un minimo di buon senso, di vedere ridotti l’essenza di Napoli, di un popolo, di una città dalla storia millenaria,  a un disco di pasta condito con salsa di pomodoro e guarnito di basilico e mozzarella. È veramente intollerabile, nel 2021, che qualcuno pensi che si possano raccogliere consensi facendosi fotografare davanti a una pizza.

E ci meravigliamo come il professor Manfredi, un uomo di scienze, di cultura, un cattedratico, che per anni ha guidato l’Università più antica d’Europa (e del mondo), uno che è stato presidente della Conferenza dei Rettori delle Università italiane, nonché ministro dell’Università e della Ricerca, possa fare uno scivolone del genere. Ribadiamo, la complessità di Napoli, la sua storia, le sue tradizioni, anche gastronomiche, non sono riassumibili nell’alimento preferito dalla stragrande maggioranza dei politici, quando per un motivo o un altro, si ritrovano a Napoli. Che giusto per ricordare allo stesso ottavianese Manfredi, ai pomiglianesi Di Maio e Ciarambino, e a Conte (nativo di un paesino che conta nemmeno 400 anime, in provincia di Foggia), è la terza città d’Italia.

Non è una barzelletta: ci stavano un ottavianese,
due pomiglianesi e un foggiano… in una pizzeria.
E parlavano di Napoli

Una città che è stata fondata nell’Ottavo secolo avanti Cristo, una città che nello stesso periodo in cui Giulio Cesare andava a conquistare la Gallia, ospitava, sulla collina di Posillipo, la scuola di osservanza epicurea del filosofo Sirone, scuola di cui fu allievo anche Virgilio. Napoli è come Atene, e per dirla con le parole di Curzio Malaparte, «è la più misteriosa città d’Europa, è la sola città del mondo antico che non sia perita come Ilio, come Ninive, come Babilonia. È la sola città del mondo che non è affondata nell’immane naufragio della civiltà antica. Napoli è una Pompei che non è stata mai sepolta. Non è una città: è un mondo. Il mondo antico, precristiano, rimasto intatto alla superficie del mondo moderno». E racchiuderla, identificarla, esemplificarla con la pizza rappresenta un delitto, non solo per i napoletani ma per l’umanità intera. Non ci sono altre parole.

Appello ai candidati sindaco

E allora, l’invito che rivolgiamo ai candidati è quello di smetterla con le fotografie con la pizza: votatevi a un altro piatto, se proprio sentite la necessità di far vedere ai vostri elettori, che anche voi, come tutti gli esseri umani, mangiate e che vi piace il cibo napoletano. Piuttosto di ritrovarvi in pizzeria a favore di camera, fate proposte concrete per il miglioramento della città. Potreste, ad esempio, lasciarvi immortalare davanti alla pensilina dei bus, mentre contate quanto tempo ci vuole per il passaggio di un pullman; prendete la Metro, se ci riuscite, e provate anche voi, sulla vostra pelle, anche solo per qualche ora, i disagi per i ritardi atavici del trasporto pubblico e per le condizioni indegne del parco mezzi. È questo che interessa ai napoletani, non certo la pizza insieme a Conte, Di Maio e Ciarambino.
PS: i napoletani, di che fine ha fatto la pizza della consigliera regionale, non se ne fottono proprio.

Leggi anche...

- Advertisement -