giovedì, Giugno 30, 2022
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Appalti Asl Napoli 1 per contrastare il Covid: 23 indagati

Ventitre persone sono state iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Napoli nell’ambito di tre filoni investigativi che riguardano gli appalti indetti per fronteggiare la pandemia. I filoni investigativi, per i quali sono stati emessi gli inviti a comparire, riguardano gli ospedali modulari a Napoli, Caserta e Salerno, un appalto da 18 milioni di euro, le forniture di mascherine per bambini, e, infine, una serie di episodi di appropriazioni indebite di tamponi e mascherine da parte per personale sanitario.

Novità su chi avrebbe anticipare informazioni sul bando

Tra le 12 persone indagate per gli ospedali modulari figura anche il manager dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva, al quale gli inquirenti contestano i reati di turbativa d’asta e frode in pubbliche forniture in relazione al suo interessamento per favorire la multinazionale francese Siram a cui far avere lavori in subappalto dalla società Med di Padova (i cui titolari risultano indagati). Ad anticipare informazioni sul quel bando alla Med sarebbe stata, sempre secondo la Procura, una dirigente dell’ufficio di gabinetto della Giunta regionale e componente dell’unità di crisi. La dirigente, Roberta Santaniello, insieme con il coordinatore della task force regionale contro il Covid-19, Italo Giulivo, sarebbe coinvolta anche nel filone di indagini che riguarda le mascherine per bambini e per il quale sono stati emessi cinque inviti a comparire. Cinque inviti a comparire anche per il terzo e meno rilevante filone di indagini.

Appalti Asl Napoli 1, interrogatori negli uffici della Procura di Napoli

Tra gli interrogatori negli uffici della Procura di Napoli nell’ambito delle indagini sugli appalti dell’Asl Napoli 1 spicca quello da 18 milioni di euro riguardante gli ospedali modulari fatti realizzare in piena crisi sanitaria per fronteggiare l’emergenza pandemica a Napoli, Caserta e Salerno. Secondo quando si è appreso, alcune delle persone alle quali l’ufficio inquirente ha fatto pervenire gli inviti a comparire si sono avvalse della facoltà di non rispondere. Gli interrogatori più attesi, quelli riguardanti, il manager dell’ASL Ciro Verdoliva e il coordinatore della task force regionale istituita per fronteggiare il Covid-19, Italo Giulivo, ma anche quelli degli imprenditori intercettati dagli investigatori, si terranno nei prossimi giorni. Il ciclo di audizioni si dovrebbe concludere il prossimo 27 maggio. A quel punto il pool di magistrati costituito dai sostituti procuratori Antonello Ardituro, Mariella De Mauro, Simone De Roxas e Henry John Woodcock, decideranno quali posizioni archiviare e quali, invece, saranno quelle che porteranno all’emissione di un avviso di conclusione indagini, preludio a una eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Le parole del legale di Roberta Santaniello

“Oggi non ricordiamo più la drammaticità di quei momenti, non c’erano le mascherine, mancavano i posti letto nelle terapie intensive, in sostanza c’era l’urgenza di tali forniture, vitali, e di tali approvvigionamenti. L’urgenza e i termini ridottissimi di gara erano dovuti non a una scorciatoia e alla poca trasparenza ma alla necessità di assicurare un prodotto in un momento drammatico come quello che tutti abbiamo vissuto”. Lo ha detto l’avvocato Andrea Castaldo, difensore dell’ingegnere Roberta Santaniello, dirigente dell’ufficio di gabinetto della Giunta regionale e componente dell’unità di crisi Covid in Campania, alla quale la Procura di Napoli ha fatto pervenire uno dei 23 inviti a comparire nell’ambito di tre filoni investigativi che riguardano gli appalti indetti per fronteggiare la pandemia in Campania.

Oggi la dirigente è comparsa davanti ai pm di Napoli

Oggi la dirigente è comparsa davanti ai pm di Napoli titolari dell’inchiesta per la vicenda delle forniture di mascherine per i bambini, ma ha preferito, in accordo con il suo legale, avvalersi della facoltà di non rispondere. “Abbiamo preferito, in questo momento, riservarci”, ha spiegato l’avvocato Andrea Castaldo. “In un successivo momento – ha proseguito – presenteremo una memoria tecnica, una memoria difensiva, oppure ci renderemo disponibili per un interrogatorio ma nel momento in cui avremo preso cognizione degli atti”. In un post, pubblicato sul suo profilo social, la dirigente ha voluto subito rassicurare i suoi amici: “Tranquillizzo tutti i miei amici. I fatti sono sempre gli stessi. Faremo chiarezza su ogni circostanza con la piena fiducia sempre nella magistratura e nella giustizia”.

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