martedì, Ottobre 4, 2022
HomeNotizie di EconomiaAponte chiede i danni all'Autorità portuale per i dragaggi fantasma

Aponte chiede i danni all’Autorità portuale per i dragaggi fantasma

Come denunciato da Stylo24, i lavori di rimozione dal fondale marino sono incompleti. Parola al tribunale di Napoli

di Fabrizio Geremicca

Aponte chiede i danni all’Autorità Portuale per la mancata esecuzione dei lavori di dragaggio presso i moli 56 e 57 dei quali è concessionario, in qualità di proprietario del terminal Soteco. L’armatore sostiene che l’inerzia dell’Autorità Portuale gli abbia causato gravi danni perché abbia finora impedito “l’attracco, presso gli ormeggi in concessione a Soteco s.r.l. delle navi di grosse dimensioni e lo svolgimento dell’attività di logistica svolta dalla società ricorrente, in ragione dell’impossibilità di effettuare le operazioni di carico/scarico dei containers”. Si è dunque rivolto ai giudici, patrocinato dall’avvocato Enrico Soprano, ma in prima battuta ha sbagliato destinatario. Il tribunale amministrativo regionale, infatti, al quale l’armatore aveva chiesto di accertare la fondatezza delle sue ragioni e di quantificare il danno patito, si è dichiarato incompetente a decidere sulla vicenda ed ha passato la palla al tribunale civile. E’ lì, dunque, che si consumerà la sfida ed i tempi non dovrebbero essere brevi.

Soteco è concessionaria fino al 2027 di 41.402 metri quadrati di zone demaniali marittime collocate a Calata Pollena, nell’ambito dello scalo marittimo partenopeo. Sostiene che l’Autorità Portuale sia inadempiente agli obblighi assunti contrattualmente perché non ha mai eseguito i lavori di dragaggio dei fondali assegnati in concessione. Ha agito in tribunale, dunque, affinché le sia riconosciuto “ il risarcimento di tutti i danni contrattuali, e in subordine extracontrattuali, patiti in conseguenza dell’inadempimento alla concessione”. Non è la prima richiesta di risarcimento danni per il mancato dragaggio dei fondali indirizzata da Aponte all’Autorità Portuale. C’è, infatti, un precedente e risale al 2016, quando fu Conateco a chiedere al Tar Campania di quantificare il danno patito “per l’inerzia dell’ente che gestisce lo scalo marittimo napoletano”. Quattro anni fa i magistrati amministrativi di primo grado ritennero che la faccenda fosse di loro competenza e stabilirono che Conateco aveva sì diritto ad un risarcimento, ma che avrebbe dovuto essere stabilito in separata sede. Aponte aveva chiesto alle toghe di riconoscergli un indennizzo di circa sessanta milioni di euro.

Articoli Correlati

- Advertisement -