Il governatore Vincenzo De Luca

di Giancarlo Tommasone

Ma che cosa è successo a Vincenzo De Luca, che nelle scorse ore, durante un dibattito organizzato al Rione Luzzatti di Napoli per fare il punto sulla sconfitta elettorale del Pd, ha miracolosamente aperto al Movimento 5 Stelle?

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Negli ultimi due anni Di Maio e i Cinquestelle erano stati L’argomento principale delle invettive del presidente della Regione

Diceva il governatore della Campania, poco più di un mese fa, quando era ancora lo «sceriffo» anti M5S per antonomasia: «I comportamenti dei grillini a livello di periferia sono intollerabili. Nel consiglio regionale i rappresentanti del Movimento 5 Stelle hanno atteggiamenti squadristici. Mentre Di Maio si è messo il vestitino della Prima Comunione, la gran parte dei 5 Stelle continua a mantenere un atteggiamento di aggressività, di offesa permanente e di demagogia a livelli intollerabili» (Lira Tv, 11 marzo 2018).

De Luca aveva detto di Di Maio: doveva fare il carpentiere

«Quando andate al governo, non siete neanche capaci di innaffiare un albero di Natale» (Fanpage.it, 28 dicembre 2017), nella circostanza mostra il dito medio all’indirizzo degli esponenti del M5S in consiglio regionale. Ma prima ancora, De Luca aveva pure detto: «Luigino Di Maio mi ha disturbato la cena. Luigino non ha né arte né parte e prende 13mila euro al mese. Questo soggetto si candida a fare il presidente del Consiglio e non ha mai lavorato» (Agenzia Vista, 31 luglio 2017). «E’ un noto sfaccendato (Luigi Di Maio, ndr), chiedeva a papà i soldi per pizza e birra» (Fanpage.it, 29 novembre 2016). «Luigi Di Maio doveva fare il carpentiere» (Coffee Break su La7, 11 settembre 2016).

Luigi Di Maio

Il dietrofront del governatore della Campania

Dobbiamo continuare? Non crediamo, pare sia tutto chiaro. Eppure De Luca l’ha detto, proprio ieri alla presenza di Assunta Tartaglione, segretaria regionale dem, proprio ieri, giorno in cui Mattarella affidava il mandato esplorativo a Roberto Fico. «Sostegno a un Governo dei grillini, fosse pure un Governo monocolore», ha affermato De Luca. E non basta a cambiare la sostanza della sua dichiarazione, quel «ma se fanno cose utili al Paese», né quel se «mi propongono un Governo che fa gli interessi del Sud, dei giovani e dei disoccupati, io gli do sostegno».

Roberto Fico

Le parole spese a favore del M5S, fanno passare in secondo piano una dichiarazione addirittura più pesante dal punto di vista mediatico, quella relativa al Partito democratico (di cui il governatore è espressione): «Il Pd ormai è un corpo estraneo nella società italiana…, il Pd è come gli ebrei perseguitati (durante il ventennio fascista)…, non ha patria». Sulle dichiarazioni, quanto meno sconcertanti di De Luca, è intervenuto anche Severino Nappi, responsabile nazionale Politiche per il Sud di Forza Italia.

Severino Nappi
Severino Nappi

«Darebbe il sostegno ad un governo monocolore dei Cinquestelle? Non stupisce che ancora una volta il governatore della Regione Campania si dimostri il più irresponsabile tra gli irresponsabili. Le dichiarazioni di Vincenzo De Luca da Poggioreale sono la conferma che, oltretutto, è confuso. Forse quello di De Luca, che oggi siede sulla poltrona di governatore grazie ad una maggioranza virtuale e non più reale, è l’estremo tentativo di allisciarsi i potenti di turno. Si chiama Sindrome di Stoccolma», ha dichiarato Nappi.

De Luca e il «suo» reddito di cittadinanza

Restando sull’apertura verso il Movimento, c’è da ribadire pure che De Luca, nel corso delle ultime settimane aveva ricalcato la linea dei pentastellati: lo aveva fatto presentando un progetto per il rilancio dell’occupazione a livello regionale. Un piano basato sulla sua versione di reddito di cittadinanza. Inoltre, nell’ambito dell’attuazione della rivoluzione social a Palazzo Santa Lucia, ironia della sorte, ad aggiudicarsi la gara indetta dalla Regione era stata, tramite la sua azienda, la DeRev, proprio una vecchia conoscenza del partito fondato da Beppe Grillo: il salernitano di Vallo della Lucania, Roberto Esposito.