Il sindaco Luigi de Magistris assaggia un rosso

di Giancarlo Tommasone

Ma l’Amministrazione comunale di Napoli e il movimento arancione, una volta, non sembravano essere schierate contro le multinazionali? E allora, come sarà venuto in mente al sindaco e ai componenti della Giunta di Palazzo San Giacomo di offrire uno sconto dell’ottanta per cento all’Aperol (non proprio l’ultima bancarella del torrone o delle granite) per l’evento che si svolgerà il prossimo 30 giugno in Via Caracciolo?

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E’ tutto scritto nella determina numero 3 del 25 maggio 2018.

Con tale documento il Comune di Napoli ha di fatto applicato la riduzione del canone Osap (occupazione di spazi ed aree pubbliche) in occasione della manifestazione «Aperol Spritz – Live». Lo sconto (sempre dell’80%), come ha riportato Valerio Esca su Il Mattino alla fine dello scorso maggio, è stato esteso anche per altri 3 eventi enogastronomici da svolgere sul Lungomare liberato.

Ma, nel caso specifico di Aperol, per quale motivo si è deciso di ridurre di ben 17.321 euro, la somma che avrebbe dovuto pagare l’organizzazione per una festa commerciale?

A spiegarlo proprio la determina in cui si specifica che la Giunta comunale «con la deliberazione n. 256/2018 del 24 maggio 2018 ha riconosciuto la qualità di manifestazione di particolare rilevanza per l’interesse pubblico all’evento a carattere commerciale denominato ‘Aperol Spritz – Live’ in programma sul Lungomare Caracciolo, il giorno 30 giugno 2018».

Il totale complessivo da pagare si attestava sui 21.700 euro. Il calcolo è elementare, alla fine l’organizzazione sborserà una differenza di circa 4.300 euro. Riducendo con ciò notevolmente le già esigue entrate nelle casse del Comune.

Avremmo potuto anche comprendere se si fosse trattato di un prodotto ‘nostrano’, legato alla tradizione partenopea tanto cara a de Magistris, ma che c’entra lo Spritz con Napoli e nel caso si dica che ormai è diventato una moda, perché non far pagare ad Aperol il prezzo pieno per l’occupazione di suolo pubblico? Mistero.

Eppure in questi giorni Luigi de Magistris e deMa si sono riscoperti quanto mai modaioli e propensi alla movida, tanto che la festa di autofinanziamento degli arancioni, una sorta di Mak P di fine anno, è stata organizzata per il 28 giugno presso l’Arenile di Bagnoli.

Il summerparty con la formula drink&dance che promette divertimento assicurato, balli e beveraggio (riteniamo alcolico), più una pennetta a sorpresa, ha però trovato l’opposizione dei movimenti territoriali di Bagnoli, che nel 2016 tanto impegno avevano profuso per la rielezione del sindaco. Secondo quanto riportato da Antonio Sabbatino su Il Roma, la festa è destinata addirittura a non tenersi.

Assise Bagnoli ha utilizzato toni duri nei confronti del presidente di deMa, la fascia tricolore Luigi de Magistris.

«Vergognoso – così si è espresso il comitato – che dopo gli eventi luttuosi (l’omicidio a Coroglio di Agostino Di Fiore, ndr) il sindaco non trovi di meglio che organizzare proprio all’Arenile una serata di propaganda e finanziamento».

Di forte intransigenza contro il party all’Arenile pure la posizione di Bagnoli Libera, che ha tenuto a sottolineare come il problema quotidiano (in quella zona) sia rappresentato dagli effetti delle attività che originano traffico in tilt, movida selvaggia, invivibilità per i residenti e provocano finanche il blocco dei soccorsi.