lunedì, Luglio 4, 2022
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Anziano senzatetto vive all’esterno della Questura: lo Stato non può girarsi dall’altra parte

Vive all’interno dell’area dell’ufficio passaporti della Questura di Napoli. Nello spazio antistante a una delle porte chiuse del palazzo, si è creato la sua casetta. È un signore senzatetto di un’età compresa tra i 65 e i 75 anni. Nell’ ammassare le sue masserizie in quel angusto luogo, ha creato dei contorni che rassomigliano a una dimora stabile, in mezzo alla strada. C’ha un mobiletto alto, probabilmente con delle cose stipate all’interno, che utilizza anche nella parte esterna, visto che sopra ci ha appoggiato cuscini e coperte che non usa.

Le storie drammatiche degli invisibili

Dall’altra parte rispetto al mobiletto ci sono degli scatoloni scomposti, con vestiti penzolanti di qua e di la, stracci e roba avanzata. In mezzo il suo letto improvvisato fatto di coperte, scatoloni, piumoni, plaid, che nonostante il caldo si porta addosso. Lui sta steso che guarda il soffitto con le mani sul petto. La rassegnazione di un uomo che raccoglie la propria dignità negli sguardi frettolosi di chi non può capire come si possa arrivare a non avere più un posto dove andare a dormire, a mangiare, a lavarsi, a vivere. Colpisce che questa realtà, comune a i tantissimi clochard che vivono per strada, non sia ancora stata affrontata dalle istituzioni, se non con timidi e poco risolutivi tentativi. Ma sopratutto che questa condizione possa essere accettata è tollerata a ridosso di una delle sedi istituzionali della pubblica sicurezza, quale è appunto la Questura di Napoli, il cui principale è più ampio compito è quello di assicurare il mantenimento dell’ordine pubblico.

Lo Stato non può ignorare l’anziano senzatetto che vive fuori alla Questura

I senzatetto però, sarà retorica trita e ritrita ma va detto, fanno parte degli “invisibili” , quelli che restano nell’ombra dello sguardo, che non vengono messi bene a fuoco da nessuno, quelli che giri l’angolo e ti dimentichi che esistano. Se per i cittadini comuni vale questo ragionamento peró non è possibile accettarlo da coloro che rappresentano lo Stato, ovvero non è possibile che si dimentichino che esista il signore che vive fuori alla Questura, il questore, gli agenti della polizia di Stato, e tutti coloro che esercitando questo potere dello stato in quel luogo ci lavorano ogni giorno.

Ilaria Riccelli

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