L’uomo è stato arrestato nei giorni scorsi e ora si trova in carcere, a Poggioreale, per traffico di droga

«La situazione del mio cliente è molto complicata: Antony è stato condannato nel 2004 a 12 anni di carcere, per traffico di droga che dovrà scontare in Italia»: così, Fabrizio De Maio, legale di Antony De Avila Charris, incomincia a spiegarci la delicata situazione del suo assistito. L’uomo, colombiano, ha un passato da calciatore, e ha vestito anche la maglia dei Cafeteros tantissime volte, finanche ai mondiali di Francia ’98. Lo scorso 20 settembre, è stato arrestato a Napoli dopo 17 anni di latitanza.

La condanna nel 2004 era relativa ai reati di produzione e traffico di sostanze stupefacenti. De Avila, dice l’avvocato De Maio, si proclama innocente, e afferma di non sapere di essere stato condannato e ricercato.

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La nostra redazione ha rivolto alcune domande al De Avila tramite il suo legale. Di seguito, le risposte:

Che ci facevi in Italia? e perché a Napoli?
«In Italia ero per turismo. Amo viaggiare»

Perché sei stato arrestato?
«Sono stato arrestato ma non sapevo di una condanna non sapevo nulla»

C’è chi dice che sei affiliato al cartello di Calì: come ti giustifichi?
«Non rispondo»

Sei vittima di una giustizia sbagliata? Forse razzista?
«Credo nella giustizia»

Hai difficoltà di vita in carcere?
«Tutto ok» «Per me – conclude l’avv. De Maio – è una vera missione impossibile: dovrò lavorare duro, con tutte le mie forze. Dovrà stare tutti i giorni in carcere, senza benefici, per dodici anni consecutivamente».

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