Sentenza di non colpevolezza per il patron del gruppo industriale navalmeccanico nel processo d’appello sul presunto traffico illecito di rifiuti

La Corte di appello di Messina, con la sentenza emessa oggi, ha completamente ribaltato il verdetto del Tribunale del capoluogo siciliano, risalente al 16 gennaio del 2019, relativo alla cosiddetta vicenda dello smaltimento del grit nel cantiere Palumbo di Messina. Inchiesta in cui erano contestati i reati di associazione per delinquere, traffico illecito di rifiuti, disastro ambientale ed altro. L’imprenditore Antonio Palumbo, all’epoca dei fatti legale rappresentante della società Palumbo spa, è stato infatti assolto da tutti i reati con la formula piena per non aver commesso il fatto; con la stessa sentenza sono state revocate le sanzioni interdittive nei confronti della società che rappresenta uno dei grandi player mondiali della navalmeccanica italiana.

Antonio Palumbo, alla guida di un gruppo internazionale che oggi fattura oltre 200 milioni di euro ed occupa oltre 1500 unità, difeso dagli avvocati Giro Sepe e Giulia Bongiorno, è riuscito a dimostrare la sua totale estraneità rispetto ai reati che gli erano stati ascritti in un processo che si è trascinato per anni rischiando di compromettere l’operatività di un’azienda solida e portatrice di un know how tecnologico tra i più importanti nel settore. Le motivazioni saranno depositate nei 90 giorni.

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