Antonio Bassolino, durante il comizio di ieri in Piazza Carità

L’ex fascia tricolore ha riportato la discussione politica in piazza. E a differenza del suo competitor diretto Manfredi, impegnato a fare foto con la pizza margherita e la maglietta di Maradona, è l’unico che fino ad ora ha parlato dei problemi della città

di Giancarlo Tommasone

«Questo sono io: da sempre una persona di sinistra. Pci, Partito comunista italiano». Poche parole, chiare, nette, di rivendicazione di uno status, quelle sottolineate con fermezza, da Antonio Bassolino, che in controtendenza, è riuscito a riportare la discussione politica in piazza, dandole una dimensione di contatto (al di là delle restrizioni per il Covid), come non capitava da anni. Non una comparsata come quella a maglietta di Maradona e pizza, del candidato giallorosso Manfredi, ma un comizio in piena regola, da vecchia scuola. Un’ora tirata capace di focalizzare l’attenzione dei 500 presenti e che non è passata inosservata anche a chi non ha potuto assistervi dal vivo, e si è cercato il resoconto su giornali, social e YouTube.

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Perché, che piaccia o no, è Bassolino il vero candidato di sinistra, e della sinistra così propriamente detta, a Napoli. Principalmente perché l’ex governatore della Campania e già sindaco della città partenopea, è un uomo storicamente di apparato, comunista e postcomunista; è l’unico che effettivamente ha partecipato alla fondazione del Pd (anche se poi, i dem da anni, per quanto stanno mostrando, vanno considerati centristi più che di centrosinistra); è l’unico che sta impostando una campagna elettorale di ascolto. Campagna elettorale partita ufficialmente da quando è stato assolto, al termine dell’ultimo processo che lo ha interessato (19, in totale le assoluzioni per altrettanti procedimenti, un record), ma già intrapresa sottotraccia da circa un anno.

Bassolino è l’unico che si è visto in strada, parlare con le persone, senza le foto con la pizza e la maglietta di Maradona, senza il mondo variegato che si è stretto intorno a Manfredi. Che, a questo punto, dopo la fotografia della Margherita, a tavola, con tre grillini, viene considerato un candidato – come ha scritto già Stylo24 – più vicino al Movimento 5 Stelle, che al Partito democratico.

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Appello ai candidati:
sceglietevi un altro piatto,
basta foto con la pizza

Bassolino va considerato il candidato di sinistra, perché è memore della lezione (da vecchia scuola, appunto) che con la gente, e il potenziale elettorato, bisogna parlare dei problemi che assillano la città e i cittadini, l’unica cosa tangibile e di prossimità che tiene alta l’attenzione. E la visione dei problemi di Napoli, Bassolino la possiede.

Un esempio? Fino a questo momento – ma lo fa da anni – è l’unico dei candidati che ha dedicato, spazio sui propri social, a post che hanno aperto la discussione sulla necessità di migliorare il trasporto pubblico, anche perché l’ex sindaco è uno che gli autobus li ha presi e continua a prenderli, e sa cosa significa il disagio che quotidianamente affligge migliaia di pendolari a Napoli. E tornando alla rivendicazione dello status di uomo e unico candidato di sinistra, va detto pure che Bassolino non è sceso a compromessi con le frange vetero e in larga parte pseudo comuniste dei centri sociali e del terzo settore, una dimensione da eschimo, ostriche e champagne propria dell’antagonismo napoletano. E Palazzo San Giacomo, con Insurgencia, ne sa qualcosa.

Potere al popolo sceglie
di appoggiare la Clemente

Centri sociali che si richiamano all’esperienza comunista e poi non si capisce come, decidono di appoggiare Alessandra Clemente. E’ il caso di Potere al popolo, soggetto nato tra le mura dell’Ex Opg, che presenterà una lista a sostegno dell’assessore uscente. Incomprensibile la scelta di Pap, soprattutto perché Clemente non è né comunista né di sinistra. Non può esserlo soprattutto per motivi anagrafici. Clemente è semplicemente un candidato di continuità con una esperienza amministrativa disastrosa, quella di de Magistris.

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