martedì, Agosto 9, 2022
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Antonio Avolio ucciso in risposta all’omicidio di Salvatore Milano

Si batte soprattutto la pista dell’epurazione all’interno dei «vecchi» affiliati al clan Lo Russo. Gli squilibri nell’area Nord dopo l’arresto di Marco Liguori

di Giancarlo Tommasone

Due colpi – dei numerosi esplosi dal commando killer – hanno centrato il bersaglio, lasciando senza vita Antonio Avolio, classe 1991. Un proiettile lo ha raggiunto nella zona cervicale e ne ha decretato la morte. Siamo nella periferia settentrionale di Napoli, strada di confine tra Miano e Piscinola, non è ancora mezzogiorno. I sicari si avvicinano alla vittima designata, che viaggia in sella a uno scooter (un Sh Honda) e portano a termine la loro missione. Antonio Avolio è un volto conosciuto per investigatori e inquirenti, precedenti per estorsione, è stato scarcerato nel 2020. Era detenuto nel penitenziario di Tolmezzo (Udine), in seguito all’arresto avvenuto nel 2016. Gli investigatori lo ritengono legato a doppio filo al clan Lo Russo di Miano. Ed è proprio in quel contesto malavitoso che sarebbe maturata la «condanna» per il 29enne.

La risposta
all’omicidio Milano

Stando a fonti investigative interpellate da Stylo24, l’omicidio di Antonio Avolio andrebbe considerato come «la risposta all’uccisione di Salvatore Milano (ammazzato in una caffetteria a Miano, il 22 aprile scorso, ndr)». Sul territorio per anni roccaforte dei capitoni, si starebbe portando avanti una vera e propria campagna di epurazione interna, nei confronti dei «vecchi affiliati al clan Lo Russo». La situazione sarebbe precipitata dopo l’ultima maxi-operazione condotta nell’area Nord contro il cartello degli Scissionisti. A finire in manette, qualche settimana fa, è stato anche il boss Marco Liguori.

La commissione
a cui presenziava
il boss Marco Liguori

Si tratta di un personaggio dall’elevato spessore criminale, che come risulta da informative di polizia giudiziaria, «aveva voce in capitolo nell’ambiente, essendo tra i maggiori fornitori di cocaina per vari sottogruppi» che si muovono sullo scacchiere criminale della periferia settentrionale di Napoli. Con l’arresto di Marco Liguori sarebbero stati compromessi gli equilibri, anche perché «Liguori, su questi omicidi (epurazione interna, ndr) veniva interessato, essendo il reggente del gruppo criminale più potente di Napoli Nord (gli Amato-Pagano, ndr) e presenziava a una commissione che valutava la fattibilità di molti eventi».

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