lunedì, Gennaio 24, 2022
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Quando i boss in smoking si raccontavano come avevano aperto la testa al traditore

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La testa letteralmente sfondata a badilate. Questo è stato lo scempio finale subito da Antonino D’Andò, caduto sul campo della guerra fratricida interna al cartello criminale degli Amato-Pagano. Colpevole, secondo il boss Mariano Riccio, mandante dell’omicidio, di aver tenuto per sé alcuni introiti del clan, in particolare quelli provenienti dalle estorsioni e dalla vendita di stupefacenti. E sono state 7 le persone arrestate per quella morte, risalente al 22 febbraio 2011, quando l’uomo, uno dei luogotenenti di Carmine Amato, venne attirato in una trappola a Melito e poi fatto uccidere. Una morte sulla quale si prova a fare sempre maggiore luce e che ha portato agli arresti di Emanuele Baiano (fu lui a sparare), dei cugini omonimi Giosuè Belgiorno, di Giuseppe Parisi, Mario Riccio, Ciro Scognamiglio e Mario Ferraiuolo.

Mariano Riccio

E proprio quest’ultimo, come riporta ‘Il Correre del Mezzogiorno’, raccontò al collaboratore di giustizia Giovanni Illiano, come lui e Scognamiglio avevano sotterrato il cadavere di D’Andò. Un resoconto dettagliato fatto in occasione del matrimonio di Cesare Pagano. “Una ventina di noi andammo a comprare abiti da cerimonia di Carlo Pignatelli a Città Mercato a Giugliano, dove c’è la boutique di Carlo Pignatelli, dando come cognome tutti Pagano. Marittiello Quattrosoldi (Ferraiuolo ndr) mi prese in disparte e mi disse che lui e Ciruzzo Bambulella (Scognamiglio ndr) avevano sotterrato il cadavere di D’Andò, senza specificare dove”. E, come se non bastasse, lo stesso Ferraiuolo riferì di aver preso la vittima a “badilate in testa fino a sfondargliela”. Aggiungendo che i soldi della famiglia non si rubano, avallando di fatto la teoria della sottrazione di denaro al clan.

Una morte, come viene raccontato, dimenticata presto anche gli stessi figli del D’Andò, che tornarono sotto l’ala protettrice del clan dopo un periodo di allontanamento, senza alcuna ritorsione o volontà di vendetta. E “a tutt’oggi prendono ordini da Mariano Riccio”.

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