La decisione del Tar Campania, che ha accolto il ricorso di Adnkronos.

di Fabrizio Geremicca.

Va annullata l’aggiudicazione all’Ansa da parte del Consiglio Regionale della produzione per nove mesi – da marzo a dicembre 2020 – del notiziario nazionale e campano. Lo ha deciso il Tar Campania che ha accolto il ricorso di Adnkronos, un’altra agenzia di stampa, la quale aveva presentato la sua offerta ma era stata esclusa. I giudici censurano l’articolo 4 del disciplinare di gara, che ha imposto all’operatore economico interessato alla partecipazione, per il solo lotto numero 1 (avente ad oggetto appunto la realizzazione di un notiziario generale testuale e di un notiziario regionale in lingua italiana), di avere almeno una sede in Campania.

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L’obbligo era stato giustificato dal Consiglio Regionale con la necessità “ di prescegliere un concorrente in grado di prestare servizi informativi e giornalistici dotati del livello di qualità professionale corrispondente alla peculiare tipologia di notiziario regionale, atteso che la sede territoriale presuppone presenza e conoscenza del territorio e rapporti interpersonali e con le Istituzioni già radicati al momento della partecipazione alla gara” . Le toghe, però, non hanno condiviso tale impostazione.

“La clausola di territorialità – recita la sentenza – ha l’effetto di incidere sulla par condicio della procedura, con l’effetto di favorire determinati operatori a discapito di altri, senza che detto discrimine appaia giustificato o proporzionato in relazione all’oggetto dell’appalto, non evidenziandosi una effettiva esigenza di prossimità della sede giornalistica in cui vanno eseguite le prestazioni, contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa regionale”. Proseguono i giudici del Tar: “Viene ad introdurre una causa di esclusione non prevista dalla legge e si presenta fortemente limitativa della concorrenza, restringendo la partecipazione solo alle agenzie di stampa dotate di una sede giornalistica già operante nel territorio regionale”.

Sottolineano, inoltre: “Richiedere a pena di esclusione il possesso della sede giornalistica locale, senza consentire all’impresa di organizzarsi all’esito della vittoriosa partecipazione, equivarrebbe a riservare la gara stessa alla sole imprese che già operano nel territorio, in palese violazione delle disposizioni comunitarie. Mentre, infatti, non si può negare che la disponibilità di una sede locale costituisca una richiesta che il committente può ragionevolmente formulare nei confronti del soggetto prescelto come aggiudicatario – risultando funzionale all’obiettivo di una capillare esecuzione della prestazione affidata – lo stesso non può predicarsi ove la disponibilità della redazione giornalistica locale venga richiesta sin dal momento di presentazione dell’offerta.

In tale ultimo caso, infatti, l’aggravio imposto all’operatore economico non trova alcuna giustificazione, a maggior ragione alla luce della disponibilità di una soluzione alternativa molto più semplice e ragionevole, ossia la richiesta di inserire in offerta un impegno vincolante all’apertura della redazione locale in caso di aggiudicazione”. Secondo i magistrati “anche sotto il profilo della congruenza della richiesta con la migliore esecuzione delle prestazioni in gara, la clausola non trova adeguata giustificazione. Recita la sentenza: “Il lotto 1(quello al centro della contesa) richiedeva infatti come prima prestazione indicata nel Capitolato la redazione di un notiziario generale che dovrà contenere notizie di rilievo nazionale ed internazionale in materia di politica, economia, finanza, attività delle Istituzioni della Repubblica Italiana, delle Regioni e delle Autonomie locali, dell’Unione Europea, esteri, cronaca, cultura, spettacolo, sport.

La preesistenza della sede-redazione sul territorio regionale non attiene al livello di qualità e completezza giornalistica del prodotto richiesto, atteso che non pare predicabile una migliore qualità del servizio solo per la presenza e conoscenza del territorio e per avere intessuto rapporti interpersonali e con le istituzioni già radicati al momento della partecipazione alla gara. La redazione locale è certamente uno strumento necessario all’aggiudicatario per erogare al meglio anche il servizio di notiziario regionale, ma non può in alcun modo costituire un discrimine necessario per la partecipazione alla gara. Ciò equivarrebbe a ridurre la professione giornalistica ad una mera rete di rapporti locali, di stretta visione localistica, avulsi da uno sguardo di insieme sulla realtà locale e delle stesse Istituzioni, inserite in un più ampio contesto”.

L’Ansa potrà cercare la rivincita al Consiglio di Stato. Intanto, però, la gara è annullata, relativamente al primo lotto, e con essa salta il contratto, sempre in riferimento al primo lotto, che il Consiglio Regionale aveva stipulato con l’Ansa per un importo di 46.359 euro.