L'amministratore di Napoli Holding, Amedeo Manzo
L'amministratore di Napoli Holding, Amedeo Manzo

L’Azienda Napoletana Mobilità (ANM) ha provveduto, ieri mattina a depositare presso il Tribunale di Napoli la richiesta di concordato preventivo, ritenendo questa la soluzione più efficace oltre che obbligata per garantire la continuità dell’attività aziendale e del servizio di trasporto pubblico, per salvaguardare i livelli occupazionali.

«L’ANM – dichiara l’Amministratore Unico Ciro Maglione deve proseguire la sua missione di servizio pubblico essenziale. Fin dal mio insediamento, a giungo scorso, abbiamo per questo prioritario obiettivo attivato le necessarie leve organizzative e amministrative per traghettare l’azienda fuori dallo stato di crisi». «Ciò nonostante – evidenzia Maglione – la grave crisi economico finanziaria, aggravata dalla mancanza di fondi destinati al trasporto pubblico locale, hanno fatto maturare in modo condiviso la decisione di ricorrere alla procedura concorsuale quale soluzione migliore. Ripartiamo da oggi più fiduciosi e in coerenza con gli indirizzi forniti dalla proprietà, continuiamo a lavorare con la stessa determinazione e senza sosta per realizzare il definitivo risanamento e il rilancio concreto del trasporto pubblico a Napoli».

anm

Ecco che cosa diceva esattamente due mesi fa, il 21 ottobre scorso, dalle colonne del quotidiano «Il Mattino», l’amministratore di «Napoli Holding», il presidente della BCC Amedeo Manzo.

«L’Anni si salverà? Oggi posso dire di sì; c’è grande unità di intenti e va evidenziato il senso di responsabilità dei sindacati tutti, pure dei più riottosi… Io dico che bisogna pagare il biglietto e in tre anni ci rialziamo».

Che cosa sia capitato negli ultimi due mesi per passare dall’ottimismo di Manzo al concordato preventivo non è dato sapere. Eppure, secondo il banchiere, a ottobre le premesse per uscire dal tunnel c’erano tutte. «Il piano prevede l’asciugamento dei costi e i soldi ci sono: li mette la Regione 58 milioni che ha preso l’impegno ad allargare ancora di più l’appoggio e il Comune. Con l’efficientamento del personale, che vale tra i 10 e i 12 milioni, se ne recuperano altri. Poi la patrimonializzazione dell’Azienda con il conferimento del palazzo di via Marino. Un atto vero, perché è una patrimonializzazione strumentale, li dentro c’è l’Anm che lavora. E torno a ripetere: il recupero dell’evasione vale moltissimo e partiremo subito».