di Alessandra Stanojevic

«Anm è talmente piena di debiti che pure la presenza di garanzia, per il sistema bancario, del neopresidente di Napoli Holding, Amedeo Manzo, potrebbe non essere sufficiente, potrebbe non funzionare. E questo ci preoccupa perché il rischio fallimento è concreto».
Il giorno dopo lo sciopero del trasporto pubblico, il segretario generale Fit Cisl Campania Alfonso Langella traccia con Stylo24 il quadro (preoccupante) dell’azienda comunale e della sua veloce deriva.

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Il segretario generale Fit Cisl Campania Alfonso Langella
Il segretario generale Fit Cisl Campania Alfonso Langella

«Oggi manca l’interlocuzione – aggiunge –. Vorremmo capire come andare avanti e far sopravvivere la società, la situazione è assai seria. Si pensa che tagliando 85 unità o spostandole in altre aziende si possa risanare, ma non è così. C’è da fare un discorso serio con tutte le parti in causa e anche con la Regione perché è pur vero che Anm è comunale, ma stiamo parlando di servizi essenziali per tutta la cittadinanza».

Alta adesione per lo sciopero dell'Anm di ieri
Alta adesione per lo sciopero dell’Anm di ieri

Secondo il leader sindacale, le difficoltà aziendali sono acuite dal mancato rispetto degli accordi per il risanamento finanziario da parte del nuovo amministratore che non ha voluto dar seguito al programma firmato dal suo predecessore. «Se questa è la base di partenza – commenta – le condizioni per continuare il dialogo vengono meno. Erano stati siglati dei patti che non sono stati onorati. L’unico modo che abbiamo per farci sentire è l’azione di sciopero».

Il presidente della Bcc Amedeo Manzo
Il presidente della Bcc Amedeo Manzo

Ma perché la situazione è così disperata? «Non si riesce a venirne a capo in quanto Anm ha sia vecchi debiti sia nuovi problemi di risorse. Nel tempo sono stati diminuiti i finanziamenti, anche di tipo regionale, però principalmente è il Comune in clamoroso ritardo con i trasferimenti. Stiamo parlando ancora di quote del 2014 che devono essere versate. Insomma, abbiamo tre anni scoperti». Finora, Anm è andata avanti con le garanzie bancarie e, in questo contesto, potrebbe essere spiegata la nomina di Amedeo Manzo, presidente della «Banca di credito cooperativo» ad amministratore di Napoli Holding.
«Anm si può salvare solo realizzando un credibile piano di rientro – ha sottolineato Langella –. Sarebbe inutile andare allo scontro diretto con l’Amministrazione, ma non si può vivacchiare per molto. Come ho detto, non so quanto possa durare e valere la presenza di Manzo come garanzia per il mondo bancario».

Ad oggi, i debiti di Anm sono pari
a 116 milioni circa.

Infine l’affondo: «Spiace sentire che altre aziende (il riferimento è all’EaV, ndR) che parlano di nuove assunzioni quando noi abbiamo dei lavoratori che non hanno una collocazione al momento. Si potrebbe fare un ragionamento di collaborazione aziendale, come è sempre avvenuto, invece qualcuno punta ad andare per la sua strada senza preoccuparsi troppo di quel che succede a pochi metri dal suo naso».