giovedì, Febbraio 2, 2023
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Anm, su bus e metro un calo dell’80% di passeggeri

Le perdite per l’Azienda, tra vendita dei biglietti e pagamenti della sosta, si assestano intorno ai 4 milioni di euro

A livello di Agenzia confederale dei trasporti e servizi stiamo valutando quali potrebbero essere forme di compensazione dei mancati ricavi derivanti dai titoli di viaggio. Finora non sono state decise a livello governativo misure tampone per il trasporto pubblico locale e la questione non e’ solo Anm, ma e’ di tutte le aziende del settore italiane“.

Nicola Pascale, amministratore unico dell’Azienda napoletana di mobilita’, che gestisce il trasporto pubblico locale e la sosta a pagamento a Napoli, sottolinea come il calo dell’utenza legato alle misure anti-contagio generi grossi problemi di equilibrio di bilancio in tutte le aziende, soprattutto quelle nelle grandi citta’. Un problema reso anche piu’ grave dal fatto che le risorse attribuite nel riparto del Fondo nazionale trasporti, avvenuto la scorsa settimana, di fatto nelle casse delle singole aziende potra’ essere contabilizzato solo a maggio prossimo. “Sarebbe il caso – dice – di valutare un sistema di anticipo di queste risorse, perche’ le nostre perdite sono gia’ gravi, se pure il servizio esiste in questa forma cosi’ ridotta“.

A Napoli, quantifica Pascale, probabilmente tra vendita dei biglietti e pagamenti della sosta, Anm perde qualcosa come 4 milioni di euro. “Dobbiamo bilanciare tre esigenze, garantire il servizio pubblico, tutelare laboratori, e preservare anche l’equilibrio economico-finanziario delle nostre aziende“, sottolinea. Tuttavia il delta degli incassi rispetto il periodo fine febbraio/inizio marzo dello scorso anno ora e’ fortemente negativo, in Anm, “ma anche per le aziende di Milano, Palermo o Roma“.

Intanto, l’azienda ha stipulato una polizza assicurativa per tutti i suoi 2052 dipendenti in caso di contagio da coronavirus, con bonus per l’ospedalizzazione e i successivi periodi di cura, nonche’ per i ricoveri intende intensiva. La riduzione del 40% circa delle tratte effettuate e’ dovuta “sia un adeguamento alla domanda in calo, sia le ordinanze del presidente della Campania, Vincenzo De Luca – spiega Pascale – metropolitana e funicolare hanno avuto soltanto un anticipo dell’orario di chiusura, fissato per il metro’ alle 20:30 anche per venire incontro alle richieste del personale degli ospedali, che si trovano nella maggior parte dei casi nella zona collinare del capoluogo campano. Le linee piu’ frequentate rimangono alcune di quelle su gomma, ma in generale il crollo della presenza di utenti si attesta intorno al 80% e vagoni di funicolari o alcuni autobus partono con 10/20 persone per corsa“.

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