Aniello Esposito (durante un'intervista a Napoliflash24), Massimo Costa e Tommaso Ederoclite (nel corso di un forum de Il Mattino)

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di Giancarlo Tommasone

Il caso del capogruppo del Pd che non è iscritto al Pd è stato sollevato da Stylo24 all’inizio di gennaio. Nel corso del mese la vicenda del consigliere comunale di Napoli, Aniello Esposito (detto Bobo) ha naturalmente focalizzato pure l’attenzione dei vertici provinciali del Partito democratico. Qualche giorno dopo la pubblicazione della notizia da parte della nostra testata, è stata prodotta una comunicazione a firma del segretario Massimo Costa, del presidente Tommaso Ederoclite e del responsabile Enti locali di Napoli, Giovanni Banco.

Attraverso il documento,
indirizzato al capogruppo Pd
del Consiglio comunale
(Esposito, appunto)
e ai componenti
del gruppo consiliare di Via Verdi,
è stata sollecitata
una riunione per venire
a capo della questione

Ma a più di due settimane da detta richiesta, non è avvenuto assolutamente alcunché. Sulla vicenda Stylo24 aveva raccolto (tra le altre) anche le considerazioni della consigliera dem, Alessia Quaglietta, che si era così espressa: «E’ ovvio che questa vicenda ci lascia spiazzati, perché essendo il nostro capogruppo, adesso si apre uno scenario non certo piacevole per tutto il gruppo consiliare. Sicuramente a breve avremo una riunione in cui dovremo decidere sul da farsi». E poi sull’eventualità della sfiducia nei confronti del capogruppo, Quaglietta aveva detto: «Sfiduciare Esposito non è nelle nostre intenzioni. Piuttosto ipotizzo che lo stesso Aniello (Esposito) faccia un passo indietro».

Passo indietro che però non è stato fatto, anzi

Secondo quanto ricostruito dalla nostra testata, nelle scorse ore, non solo la riunione chiesta dai vertici provinciali non è stata fissata, ma sono stati anche sovvertiti i pronostici di chi ipotizzava le dimissioni da parte del capogruppo.

Come a dire che il documento prodotto da Costa, Ederoclite e Banco non è stato proprio preso in considerazione. E allora, ci si chiede: come potrebbe evolversi il caso? La prossima seduta di consiglio comunale si terrà martedì 29 gennaio, è ipotizzabile che i consiglieri del Pd si riuniscano per discutere delle delibere e in tale occasione, può essere, si tocchi anche il tema della capogruppo non iscritto al Pd.

Solo tre consiglieri comunali su cinque
del gruppo dem a Napoli sono iscritti al Pd

Che poi c’è pure da evidenziare che, tra i cinque consiglieri comunali dem, risultano aver preso la tessera per il 2018, i soli Alessia Quaglietta, Diego Venanzoni e Federico Arienzo. All’appello mancano appunto Aniello Esposito e Salvatore Madonna. A dicembre scorso, infatti, la Commissione Provinciale di Garanzia del Pd si è riunita per intervenire sulla questione delle condanne penali che hanno interessato Aniello Esposito, Salvatore Madonna, Antonio Borriello e Gennaro Mola. I quattro esponenti del Pd sono stati coinvolti nella vicenda delle candidature “fantasma”, nelle liste dell’allora candidata sindaco democrat, Valeria Valente. Ebbene, i componenti della Commissione, alla fine della seduta del sei dicembre scorso, hanno potuto emettere provvedimento di sospensione solo nei confronti di Borriello, poiché Esposito, Madonna e Mola, non hanno rinnovato l’adesione al Pd per l’anno 2018.

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