martedì, Dicembre 6, 2022
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«A noi giovani l’Italia offre poco». Così il meccanico rifiuta il contratto con la Ferrari

Oggi vi raccontiamo una storia che ha letteralmente mandato in tilt i social. E’ la storia di Andrea, un ragazzo di 28 anni che vive in Veneto, a Cologna per la precisione. Di recente il giovane ha brillantemente superato tutti i colloqui necessari per lavorare in Ferrari. Peccato che poi, alla resa dei conti e cioè prima di firmare il contratto, abbia deciso di restare nel suo piccolo paese. Non se l’è sentita di lasciare il noto per l’ignoto, anche se qui l’ignoto è costituto da un vero e proprio “mounumento”.

Andrea resta nel paesino, non gli interessa lavorare in Ferrari

Prima di fare determinate scelte “bisogna pensare con maturità”, ha spiegato Andrea all’Arena, raccontando di aver sempre ambito a ricoprire un ruolo in Ferrari. Con grande spontaneità, il giovane ha raccontato che, tra lo stipendio non particolarmente elevato e i costi da sostenere per il trasferimento a Maranello, “il gioco non valeva la candela”. Andrea è un tornitore, è diplomato all’Ipsia e a soli 21 anni ha già trovato lavoro (con regolare contratto a tempo indeterminato) presso la ditta Bertolaso di Zimella, azienda che opera nel campo dei sistemi di imbottigliamento.

Andrea dice di no alla Ferrari: caos sui social

Numeri alla mano, Andrea ha valutato l’offerta della Ferrari e l’ha trovata sconveniente. Stiamo parlando di uno stipendio di 1700 euro al mese lordi per tre turni lavorativi più un premio di produzione pari a 1000 euro al mese. Andrea ha detto no. “A noi giovani l’Italia offre poco”. Questo il suo commento lapdario. Meglio restare dov’è, con la fidanzata e con tutti i benefici apparenti della propria comfort zone. La scelta di Andrea è stata molto criticata sui social, ed è naturale che sia così. C’è chi dice che non si può rifiutare la Rossa di Maranello e chi invece, al di là di ogni sentamentalismo, sostiene che l’offerta iniziale della Ferrari era soggetta a fisiologici incrementi nel corso del tempo.

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