Carlo Marino presidente Anci Campania
Carlo Marino presidente Anci Campania

I Comuni chiedono che i 209 miliardi del Recovery Fund vengano usato per colmare il gap Nord-Sud e per favorire lavoro e inclusione sociale

Digitalizzazione, sburocratizzazione, una nuova fiscalità locale e politiche ambientali forti sono le richieste che Anci Campania ha avanzato al ministro per gli Affari europei, Enzo Amendola, nel corso di un incontro sull’utilizzo delle diverse linee di risorse europee di cui godra’ l’Italia nei prossimi mesi.

«Come Comuni della Campania per noi è importante incontrare il Governo e chi in questo momento governerà i 209 miliardi del Recovery Fund – ha detto il presidente Anci Campania, Carlo Marino – per costruire il futuro delle nostre comunità attraverso un grande progetto di digitalizzazione, di sburocratizzazione per cui servono nuove competenze nelle amministrazioni, una nuova fiscalità locale e politiche ambientali forti e soprattutto e’ necessario mettere al centro i cittadini e le città».

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Nel documento che è stato consegnato al ministro, Anci Campania evidenzia che «In questi anni il gap tra Nord-Sud si è aggravato. C’è un divario di redditi e servizi sociali spaventoso ai danni dei meridionali pari a 30 miliardi l’anno. Per anni i sindaci meridionali hanno denunciato la totale o quasi assenza di una politica di ampio respiro per il Sud». Nel documento si sottolinea che la spesa ordinaria in conto capitale ha raggiunto nelle regioni meridionali, in valore assoluto, «i 6,2 miliardi nel 2018, ossia solo il 22,5 per cento dell’impegno su scala nazionale». Da qui la richiesta di «predisporre un piano per favorire l’inclusione sociale e territoriale con un mix di interventi che vanno dalla definizione di nuove politiche attive del lavoro a favore dell’occupazione di giovani e donne che risultano i soggetti più penalizzati dalla crisi, a piani di riqualificazione dei centri urbani e delle periferie, nuovi investimenti per la famiglia e la formazione. Tutto questo – si legge – si può fare spendendo bene le risorse europee e dando vita a un grande patto per l’Italia e per il nostro Mezzogiorno».

Anci Campania chiede che vi sia «una visione chiara e buoni progetti» e rivendica la necessità di far partecipare alle scelte il Sud e i suoi sindaci perché «non basta dire che bisogna moltiplicare gli investimenti pubblici nel Mezzogiorno ma è urgente cambiare paradigma, puntare su nuovi soggetti, come i sindaci, che nel corso dell’emergenza Covid hanno dato una prova di eccezionale impegno e serietà istituzionale».

Accanto al buon impiego delle risorse europee, Anci Campania chiede una grande riforma della macchina statale e comunale «per affrontare i nodi strutturali che da decenni rendono l’Italia tra i Paesi che crescono meno in Europa e il Sud un’area depressa, nonostante punte di eccellenza». Tra i punti indicati anche interventi ”urgenti» sui bilanci dei Comuni che – ha evidenziato il presidente Marino – «sono ormai allo stremo dopo i tagli e gli improvvidi pronunciamenti giurisdizionali, non ultimo quello sul FAL che rende ancora più precaria la condizione dei Comuni, a partire da quelli in dissesto e in predissesto. Entro fine anno, bisogna varare un decreto per mettere in sicurezza i Comuni fragili del Sud, molte decine dei quali si trovano proprio in Campania».