La lettera di un lettore a Stylo24: qui da noi la distanza minima di sicurezza è due metri, non uno

“Ancora la settimana scorsa sul lungolago di Neuchatel, l’ho trovato strapieno di gente, seduta ed a spasso, che avevano disatteso gli inviti pubblici a restare in casa e a diradare gli incontri. Nel frattempo è stata imposta l’emergenza, che al momento è fissata fino al 4 aprile. Come da noi, si è comunque previsto un possibile periodo di emergenza di sei mesi”.

Inizia così la lettera che un nostro lettore ci ha inviato dalla Svizzera. Una testimonianza importante su come altri Paesi stanno gestendo l’emergenza coronavirus.

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“Tra le misure di emergenza vi è il divieto di assembramenti di più di 5 persone, che comunque, come in ogni altra situazione, devono mantenere una distanza interpersonale di 2 metri (non di uno come da noi). Come da noi, si sono viste scene di accaparramento di generi di prima necessità”, si legge ancora nella mail. “Mia cugina farmacista (vicino a Zurigo) dice che, come gli altri farmacisti, ha, di conseguenza, ricevuto da Berna l’ordine di non vendere alle persone quantità di medicinali superiori al fabbisogno di 3 mesi. Sempre lei dice che il Governo Federale ha raccomandato ad ognuno di dotarsi di una scorta di cinquanta mascherine”. Tuttavia anche nella civilissima Svizzera mancano le mascherine tant’è che “mia cugina dice che se ne avesse ne venderebbe a centinaia”. “Dice infine che le autorità prevedono tra esattamente 16 giorni da oggi (ieri, ndr) la vera esplosione del contagio in Svizzera”. La lettera si avvia alla conclusione: “Mia nipote, insegnante nella città di San Gallo, dice che le scuole riapriranno in estate (cioè all’inizio del nuovo anno scolastico che parte ogni anno dopo il primo agosto, festa nazionale, e dopo l’eventuale domenica, dato che le vacanze scolastiche si fanno a luglio). Al momento insegna agli alunni via internet e prevede di farlo fino all’estate”.