“Abbiamo inviato una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella anche nella sua qualità di capo del Csm, Dell’Utri non vuole nè grazie nè pietà, chiede giustizia. Sosterremo questa posizione con forza e in tutte le sedi”. Lo ha detto Amedeo Laboccetta (Fi) in una conferenza stampa alla Camera convocata per chiedere la scarcerazione di Marcello Dell’Utri, ex parlamentare di Forza Italia, “malato da un anno di tumore alla prostata” e con vari altri problemi di salute, trasferito da Rebibbia al campus biomedico “sotto strettissimo controllo”. L’iniziativa e la richiesta di un incontro a breve con il presidente Sergio Mattarella, insieme alla moglie dell’ex senatore azzurro, è promossa oltre che da Laboccetta da Elio Massimo Palmizio, Franco Cardiello, Vincenzo Gibiino e Giancarlo Pittelli.

Amedeo Laboccetta
Amedeo Laboccetta

Non è mancata, nelle parole dei promotori della conferenza stampa, la critica verso “il silenzio di Forza Italia” sul caso e l’influenza dei “grandi consiglieri come in materia di giustizia lo è Ghedini”. “Abbiamo cercato di sollecitare Fi dall’interno a una presa di posizione ma c’è una sordità, uno snobismo verso il tema – ha detto Franco Cardiello -, non si può pretendere che la gente che non capisce capisca, avranno grandi o piccoli interessi a tacere, come è possibile che il grande gruppo Mediaset non abbia fatto una campagna su Dell’Utri?”. “E’ impensabile che un magistrato possa scrivere queste cose, che, cioè, Marcello sia in grado di scappare” ha aggiunto Franco Cardiello chiedendo che venga “fatta un’istruttoria su quanto è stato compiuto”.

Giancarlo Pittelli

Tra le iniziative annunciate un ‘Comitato nazionale per la libertà di Marcello Dell’Utri’ che sarà a-partitico e più volte è stato lanciato l’invito ad aderire a parlamentari di tutti gli schieramenti, inoltre “faremo manifestazioni in tutta Italia e appena saranno eletti i presidenti delle due Camere – sottolinea Laboccetta – chiederemo un incontro per fare calendarizzare una discussione nelle due assemblee sulla vicenda Dell’Utri”. “E’ importante tentare il varo di un governo, un paese deve essere governato ma è più importante salvare la vita di un uomo che sappiamo essere innocente e che da cinque anni è costretto a subire la spietatezza del carcere”, ha aggiunto Laboccetta sottolineando che “gli amici di Dell’Utri faranno sentire la loro voce in Italia e in Europa, gli amici che sono qui stamani non abbandoneranno mai gli amici e se ne accorgeranno quelli che hanno provato a metterci la mordacchia”. “I medici di Rebibbia sostengono da tempo che le condizioni fisiche di Dell’Utri sono incompatibili con il carcere, il Tribunale di sorveglianza la pensa diversamente e la sua decisione ci indigna” hanno concluso i promotori della scarcerazione di Dell’Utri leggendo una lettera della moglie dell’ex senatore secondo la quale “quello che dovrebbe essere un periodo di cura si sta rivelando un calvario”.