mercoledì, Dicembre 1, 2021
Home Economia Turismo Anche De Luca vuole i vaccini in base al Pil (turistico)

Anche De Luca vuole i vaccini in base al Pil (turistico)

- Advertisement -

Il governatore che criticò Letizia Moratti per la proposta sulle modalità di somministrare l’antidoto, alla fine usa lo stesso ragionamento per le isole Covid free. Per di più in chiave radical chic

di Giancarlo Tommasone

Memoria assai corta quella di Vincenzo De Luca, che esattamente due mesi fa, davanti a una proposta, praticamente sovrapponibile al ragionamento che sta portando avanti negli ultimi giorni (quello sulle isole Covid free), attaccò pesantemente l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti. Ad innescare la filippica, dai classici toni incendiari, assai cari al governatore, il fatto che la delegata, appena insediatasi chiese – attraverso una lettera inviata a Domenico Arcuri (all’epoca ancora commissario per l’emergenza) – che venissero presi in considerazione quattro parametri per la ripartizione dei vaccini alle regioni.

Tra i parametri, Moratti inserì anche il Pil e fu proprio questa circostanza a far sbottare il presidente della Campania. «Leggo con sconcerto – affermò De Luca – le affermazioni della signora Moratti a sostegno di una distribuzione di vaccini legata al Pil delle diverse regioni. Si fa fatica a credere che si possa subordinare l’uguale diritto alla vita di tutti, a dati economici». Non solo, «si direbbe che siamo a un passo dalla barbarie», aggiunse il governatore. Che però, dopo alcune settimane, cosa fa? Copia la Moratti.

Perché, l’idea del presidente della Campania di far somministrare l’antidoto ai residenti nelle isole del Golfo (con l’intento di renderle Covid free), prima ancora di analoghe località turistiche sulla terraferma, e molto prima ancora di completare la campagna vaccinale per fasce di età, rappresenta una versione riveduta e corretta, in chiave turistica, della proposta sulla ripartizione dei vaccini in base al Pil, fatta dall’assessore lombardo. Particolare da non trascurare: il turismo rappresenta il 15% del Prodotto interno lordo della nostra regione.

Ma c’è di più: mentre la proposta di Moratti creava una situazione di sperequazione, quasi di conflitto sociale, tra la Lombardia e il resto d’Italia, De Luca, portando avanti la sua idea, pone le basi per il conflitto, la sperequazione, la diversità di trattamento, tra cittadini della stessa regione, e addirittura tra residenti nella stessa provincia. Ma perché il governatore starebbe insistendo tanto sulle isole da rendere Covid free, e non su altri centri turistici, a centinaia in Campania? La risposta non è semplice.

Certo, facendo un ragionamento con cui, andremmo a subordinare «il diritto alla vita di tutti a dati economici» (per usare le parole di De Luca), un ragionamento snob, e passateci il termine, classista, potremmo giungere alla conclusione che le isole del Golfo, conosciute e decantate in tutto il mondo, portano maggiore visibilità e «lustro» alla nostra regione.

Tanto più che Procida, è stata eletta Capitale italiana della Cultura per il 2022. Stessa cosa dicasi per i visitatori che si possono permettere le vacanze a Capri e a Ischia, e magari, per portare i bambini al mare, non devono ripiegare, come fanno centinaia di migliaia di campani, su mete più abbordabili, che però assai difficilmente, vista la linea del governatore, potranno ambire ad essere Covid free.

Riproduzione Riservata
- Advertisement -

Leggi anche...

- Advertisement -
Riproduzione Riservata