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Amori, tradimenti e continue polemiche. Napoli e Juventus, la top 11 dei doppi ex

La storia della rivalità è scandita anche da dispetti di mercato e trasferimenti vissuti come tradimenti. Tanti sono stati i calciatori ad aver indossato entrambe le maglie

di Stefano Esposito

Alcuni sono stati accusati di tradimento, altri per il loro spirito sono stati amati in maniera incondizionata da entrambe le fazioni.

Tra i pali Dino Zoff, il portiere friulano con Napoli nel cuore.

Ha difeso i pali del Napoli dal ’67 al ’72, prima di passare alla Juventus dove rimarrà fino al 1983, diventando uno dei giocatori più longevi della storia del campionato.

120 milioni di lire più il portiere Bandoni, cosi il Napoli riuscì a soffiarlo al Milan, la cui offerta era ferma a 100 milioni.

Dopo 5 anni in azzurro, Ferlaino decide di cederlo ai bianconeri in cambio di soldi e Carmignani.

È stato campione d’Europa nel 1968 e campione del mondo nel 1982 con la nazionale italiana, che ha anche allenato dal 1998 al 2000.

DIFESA formata da Fabio Cannavaro, Ciro Ferrara e Salvatore Aronica

Marzo 1993, Fabio Cannavaro debuttava in Serie A con il Napoli, proprio contro la Juventus. L’inizio di una carriera strepitosa che lo ha condotto sino al trionfo mondiale e alla vittoria del Pallone d’Oro 2006

Nell’estate del 1995, il Parma che acquista Cannavaro per 13 miliardi delle vecchie lire, passerà poi all’Inter e dopo due anni alla Juventus.

Sarà infatti il club bianconero a scommettere sul forte difensore napoletano acquistandolo nell’estate del 2004.

Ciro Ferrara, il difensore napoletano ha letteralmente diviso la sua carriera in queste due squadre: in azzurro dal 1984 al 1994, quindi in bianconero fino al 2005.

Indimenticabili gli anni trascorsi a Napoli, soprattutto quel goal segnato il 17 maggio 1989 al Neckarstadion di Stoccarda, su un assist al bacio di testa di pura invenzione del suo compagno di squadra e grande amico Diego Armando Maradona.

Chiude la linea difensiva Salvatore Aronica, che in due stagioni a Torino ha totalizzato soltanto una cinquantina di minuti di utilizzo; esperienza di ben altro spessore a Napoli, dove è rimasto cinque stagioni, trovando l’esordio in Champions League

CENTROCAMPO

Massimo Mauro ha vinto uno scudetto con entrambe le maglie. E’ stato quattro anni a Napoli e altrettanti alla Juve, tra l’85 e il ’93

Antonio Vojak, nel 1925, dopo un passaggio alla Lazio, arrivò alla Juventus dove fu protagonista.

47 reti in 105 partite in bianconero, poi l’inizio di un ciclo a Napoli, con il club nato da appena 3 anni e grazie a lui già ai vertici del calcio italiano.

29 agosto 1993, Fabio Pecchia a 20 anni diviene il perno del centrocampo azzurro: il tecnico Marcello Lippi lo utilizza per esprimere la sua tattica fatta di verticalizzazioni e gioco veloce.

Seppur molto legato alla maglia azzurra, passerà alla Juventus per 10 miliardi di lire. Farà ritorno a Napoli tre anni dopo, collezionando in totale coi partenopei 152 presenze e 21 reti.

Luca Fusi, al Napoli per 5,8 miliardi di lire, vinse la Coppa UEFA nel 1989 e lo scudetto del 1990, tuttavia non rimase molto in maglia azzurra. Giocò infine nella Juventus fra il 1994 e il gennaio del 1996, vincendo un altro titolo italiano e un’altra Coppa Italia

ATTACCO

Omar Sivori, capocannoniere nel 1959-60, Pallone d’Oro 1961, 174 gol in 259 partite alla Juve, che chiuderà la carriera al Napoli di Pesaola. Il Cabezòn, diceva Agnelli, è un vizio.

Sorriso pronto, svelto di gambe e di parola, lascia l’Italia dopo un Napoli-Juve del primo dicembre 1968. E lo annuncia in tv a Canzonissima.

Josè Altafini, Core ‘ngrato.
La storia di Altafini, dal Palmeiras al Milan, poi la grande storia con il Napoli: sette stagioni a suon di gol, dal 1965 al 1972. Nell’estate del 1972, trentaquattrenne, approda in bianconero con Dino Zoff. Farà da sostituto ad Anastasi e Bettega. E lo farà benissimo.

Gonzalo Higuain
Arriva a Napoli per sostituire Cavani e non solo non lo fa rimpiangere, ma segna valanghe di gol abbattendo ogni record.

Nella stagione 2015/2016 Gonzalo trascina il Napoli di Sarri al secondo posto e stabilisce il record di goal in una stagione di A superando Nordahl, 36 reti per il Pipita.

Nell’estate 2016 il grande tradimento: la Juve paga per intero la clausola rescissoria da oltre 90 milioni, e lui non si oppone.

A Torino, prende parte a tre scudetti

ALLENATORE

Maurizio Sarri
Quello che il popolo napoletano ha visto come un condottiero anticonformista nell’ascesa al palazzo dell’elitè calcistica.

Sarri, colui che ADL ha scelto e difeso, colui che ha portato a Napoli l’espressione calcistica più bella vista in Italia negli ultimi decenni.

Esalta l’orgoglio e l’appartenenza, prepara l’attacco al potere e riesce nel “colpo di stato riuscito”, ma lo scudetto gli sarà scippato proprio per mano della Juventus e di uno scellerato Orsato.

Allenerà i bianconeri, contro ogni pronostico, soltanto due anni dopo la fine della sua avventura in azzurro (con la breve parentesi al Chelsea)

Sarà però esonerato da Agnelli, dopo aver conquistato il nono Scudetto consecutivo, a causa dei flop in Supercoppa, Champions e Coppa Italia, battuto proprio dal Napoli di Gattuso in finale

Una decisione, quella dell’approdo alla Juve, che ha come conseguenza per Sarri quella di inimicarsi gran parte di entrambe le tifoserie: mai amato alla Juventus e “rivalutato” in senso assolutamente negativo dai tifosi napoletani.

Marcello Lippi che ha portato il Napoli nel 1994 in Coppa Uefa allenando anche senza stipendio per lunghi periodi, poi porta la Juve in cima al mondo con un calcio tutto forza e pressing continuo, verticalizzazioni esasperanti e un ritmo insostenibile. In due cicli, ha guidato la Juve in 405 partite e vinto 13 trofei

Altri nomi che si possono aggiungere nella lista, riempiendo ipoteticamente la lista delle riserve, sono: Fonseca, Blasi, Di Canio, Baccin, Ametrano, Nicola Amoruso e Gedeone Carmignani, Padovano, Zalayeta, Damiani, Quagliarella. Tra gli allenatori da ricordare anche Carlo Ancelott e Claudio Ranieri.

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