La vittima e la volante distrutta nello schianto

Il 38enne morto nel drammatico schianto a calata Capodichino lascia una bimba di appena tre mesi. Nel commando di banditi forse anche un quarto uomo

di Luigi Nicolosi

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Un vuoto incolmabile. È quello lasciato da Pasquale Apicella, per amici e colleghi semplicemente “Lino”, il 38enne assistente del commissariato Secondigliano che all’alba di oggi ha perso la vita mentre cercava di bloccare la folle corsa di un commando di banditi in fuga. La vittima era molto stimata e benvoluta da tutti negli uffici napoletani della polizia di Stato. I colleghi lo ricordano infatti come un ragazzo gioviale, alla mano e sempre pronto a battersi per onorare la divisa che indossava. Tra i suoi ultimi desideri, quello di rivedere più amici possibile non appena sarebbe finita la pandemia. Un sogno che purtroppo non si realizzerà mai. Dramma nel dramma: Apicella era diventato padre da pochissimo tempo. Il 38enne lascia infatti la moglie e una bimba di appena tre mesi.

Quanto alle indagini sui drammatici fatti della scorsa notte, è finalmente chiara la dinamica dell’assalto che la banda si apprestava a compiere. I balordi hanno infatti preso di mira la filiale della Deutsche Bank di piazza Carlo III, tanto che avevano già sfondato la vetrata di ingresso con la tecnica della cosiddetta “spaccata”. Il colpo non è però andato a buon fine grazie al tempestivo intervento di una volante. Il resto della storia è purtroppo ormai noto. Quello che ne è scaturito è stato un concitatissimo inseguimento andato avanti fino a calata Capodichino, dove la banda, dopo aver imboccato la strada contromano, si è schiantata frontalmente sull’auto di servizio alla guida della quale si trovava Apicella. Al momento non è ancora chiaro se del commando di rom abbia fatto parte anche un quarto uomo. I primi due sono stati ad ogni modo ammanettati già nell’immediatezza dei fatti.