Sul caso indaga la polizia (foto di repertorio)

Notte di sangue in via Giustiniano, la vittima si trova al Cardarelli in gravi condizioni. L’aggressore, ancora ricercato, è accusato di tentato omicidio

di Luigi Nicolosi

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Amore criminale sulle strade della periferia occidentale di Napoli, un uomo è stato ferito gravemente nella prima serata di ieri mentre passeggiava lungo via Giustiniano, nel quartiere Soccavo. Stando a una prima ricostruzione della vicenda, la vittima è stata raggiunta da ben cinque coltellate: quattro al torace, una all’occhio. L’autore dell’aggressione, sui cui pende adesso l’accusa di tentato omicidio, risulta al momento irreperibile.

Alla base del folle gesto ci sarebbe un movente di natura privata. Stando a quanto riferito dalla vittima ai soccorritori e alle forze dell’ordine, il responsabile dell’aggressione sarebbe infatti l’ex marito della sua attuale compagna. Insomma, un raptus di gelosia. Ancora da chiarire, però, i motivi per i quali lo scontro sia degenerato in un audito spargimento di sangue.

Quanto all’uomo ferito, non è in pericolo di vita ma, dopo aver subito un delicato intervento chirurgico, resta al momento ricoverato al Cardarelli in prognosi riservata. La vittima è stata infatti trafitta da ben cinque fendenti, uno dei quali al polmone: e proprio quest’ultimo sembra essere quello più preoccupante. Il bulbo oculare non sarebbe stato invece compromesso. Ad ogni modo è soltanto grazie al tempestivo intervento della postazione “Aeroporto” del 118, giunta sulla scena del crimine nel giro di pochissimi minuti, che sono state scongiurate conseguenze ben peggiori. Sull’episodio indagano intanto le forze dell’ordine, che da ieri sera stanno dando la caccia al responsabile in tutto il quartiere. L’accusa formulata a suo carico è quella di tentato omicidio.

Nel pomeriggio di oggi i carabinieri hanno individuato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto un 32enne del rione Traiano che si è reso autore dell’aggressione ai danni di un 20enne, attualmente convivente con l’ex moglie dell’aggressore.

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